Ieri si è tenuto il Tea Time per la presentazione di BARBOUR NEW COLLECTION con Ospite d’onore Piero Chiambretti.
Barbour, mon amour….
"Personalmente ho ancora il mio primo Barbour che ha questo punto ha compiuto 18 anni, è per me come un figlio, sta in piedi da solo, ma non devo mantenerlo sino alla laurea.
Ho iniziato ad indossare il modello Beaufort, negli anni ’90 durante il programma il Portalettere.
Perchè proprio un Barbour: innanzitutto è pieno di tasche, portafigli, portafogli, porta VHS, porta Romana, porta Portese e chi ne ha più ne mette…
Fondamentale l’apporto del pellicciotto interno, che si può mettere e togliere come un materasso.
My Thornproof, my Barbour…. E’ uno dei segreti più intimi del Barbour: una scatoletta di grasso (che non è Aldo) che tutti troviamo nella tasca della nostra giacca, ma che nessuno di noi osa utilizzare. Personalmente sono arrivato a collezionare 18 scatolette.
My silkoil, My Barbour…
I primo Barbour sono stati soppiantati da questa nuova linea priva del caratteristico odore acre, nonchè del classico unto tipo carta moschicida tanto gradito dagli internin delle auto.
Prima che venisse realizzato questo magnifico materiale, noi Barbouristi DOC avevamo un segreto che tramandavamo a voce quasi per domare il nostro Barbour: mettere la giacca 3 giorni e 3 notti su un termosifone, ottenendo cosi un’effetto a metà tra il baccalà e il torrone piemontese, successivamente la giacca passava 3 giorni e 3 notti sul balcone, fuori dalla finestra, sul terrazzo o all’attico per chi se lo poteva permettere. Risultato: un Barbour domato e docile come uno svizzero.
My testimonial, my Barbour…Ho realizzato la campagna stampa Barbour nel 1994, stesso anno in cui attraverso la mia trasmissione Il Laureato incontravo centinaia di studenti Barbouristi orgogliosi di indossare un capo di tendenza ma non di moda, all’avanguardia pur essendo tecnico.
L’incontro con WP nasce da un amico comune che mi trascina in show room dove ho scoperto un mondo, un universo parallelo, un paese delle meraviglie dove la famiglia Calori importava da tutto il mondo oggetti, abbigliamento e scarpe da distribuire poi in Italia.
My Pin, My Barbour…Ogni giacca è dotata di una spillina con il marchio. Una garanzia di autenticità anche per il Barbour, come tutte le cose di successo, è uno dei capi più imitati.
Diffidate dalle imitazioni, Semore"
Parola di Piero Chiambretti.

Un pomeriggio con Piero e con Wp Lavori in corso, in un mondo parallelo molto bello, come dice il presentatore di Markette, un momento di relax al Tea Time nello Show Room dove tutti sono felici di sentirsi parte di una "famiglia".

Categorie: Agenda.

Articolo pubblicato da in data: 21.09.2007
Ultimo aggiornamento: 21 settembre 2007