Damiani restaura Santa Maria delle Grazie

Damiani restaura Santa Maria delle Grazie. Terminato il restauro degli archi interni e dei dipinti di Bernardino Butinone.

Ieri è stata ufficializzata la fine dei lavori di restauro degli archi interni e dei dipinti di Bernardino Butinone della Basilica di Santa Maria delle Grazie, interamente finanziati dalla nostra azienda, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta nel prestigioso Chiostro del Bramante, adiacente alla Basilica stessa, alla presenza del Soprintendente per i Beni Architettonici e per il Paesaggio di Milano architetto Alberto Artioli e al professor Vittorio Sgarbi che ha tenuto una conferenza su Bernardino Butinone e ha illustrato nel dettaglio i lavori di restauro.

La Basilica di Santa Maria delle Grazie, nota in tutto il mondo per ospitare il Cenacolo, eccezionale capolavoro artistico della Milano rinascimentale realizzato nella seconda metà del Quattrocento, necessitava di un’opera di completamento del restauro interno della basilica iniziato nel 2004, intervenendo sui dipinti murali delle paraste e dei sott’archi dei cinque archi della navata laterale sinistra, sulle colonne con capitello corinzio e sul paramento lapideo del pilastro della navata sinistra all’incrocio con la tribuna.

I dipinti di Bernardino Butinone, realizzati tra il 1482 e il 1485, erano purtroppo in cattivo stato di conservazione con immagini poco leggibili a causa dello spesso strato di depositi superficiali che ingrigivano la pellicola pittorica. L’opera di restauro ha coinvolto anche i pilastri nella zona bassa e i sottarchi.

“La Chiesa di Santa Maria delle Grazie – ha dichiarato Guido Damiani – è un capolavoro che tutto il mondo ci invidia. Un monumento dall’inestimabile valore artistico, storico e culturale che necessitava di un’opera di restauro per continuare a vivere ed attirare turisti da ogni parte del mondo”.

“Il nostro impegno nei confronti dell’arte, della storia e della città di Milano che ospita la Chiesa – ha continuato Guido Damiani – è un contributo che abbiamo fortemente voluto per restituire a tutti un capolavoro nel suo massimo splendore, peraltro a due passi dalla nostra sede di Corso Magenta”.

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