Apre L’atelier Balthasar, piccola wunderkammer

ATELIER BALTHASAR PICCOLA WUNDERKAMMER DI PIETER VON BALTHASAR…

Cosa c’e’ di più serio ed esaltante di un adulto che sa ancora giocare con la fantasia di un bambino? E dunque evviva Balthasar!
Ermanno Olmi

In ogni tempo e paese, principi, uomini di scienza ed eccentrici hanno dato vita, placando così la loro ansia da meraviglia e stupire gli altri intellettuali, alle Wunderkammer, letteralmente camere delle meraviglie: collezioni di oggetti dalle fatture più disparate e insolite, animali mostruosi,conchiglie deformi, in un’alchemica fusione dei regni animale, vegetale e minerale,  raccolte per sbalordire e per trasformare la sorpresa in nuove idee e pensieri.

Pieter von Balthasar,  nome d’arte di Edgar Vallora che evoca il gusto dell’antica tradizione pittorica fiamminga, vibrante e immobile allo stesso tempo, architetto di professione, specializzato nel recupero di case curiose, compilatore di cataloghi musicali e, per vocazione, sofisticato artista artigiano di estro non comune, da sempre crea assemblages, quadri, sculture, teatrini magici nello spirito di una ideale "Wunderkammer del 2000".
Bulimico raccoglitore di tutto quanto è bizzarro (secondo il detto popolare la meraviglia si attacca e contagia): insetti, conchiglie, automates, ma anche rottami e trouvailles da bancarella, Balthasar utilizza questi segni del mondo, magari negletti o abbandonati, per ridar loro vita in queste macchine della meraviglia, che in un continuo e straniante gioco di rimandi e di specchi ci inducono immagini e sogni, inusuale viatico per il nostro quotidiano cammino.

Oltre ai pezzi unici,amati e collezionati ormai da uno stuolo di fedelissimi, Pieter inventa ogni anno due o tre collezioni a tema, con un fil rouge che lega le varie opere ( fra le tante, “Giardini parlanti”, “Prodigi”, “Icone”, “Planetari da viaggio”, “Still-leven”, “Pierres animées”, “Apotropaica”, “Le bacheche del Dio Amore”) alle quali appone una “storia”: poche righe di pura invenzione per esaltare sempre in modo intrigante l’oggetto dello stupore, mescolando sapientemente ironia e poesia.

Dopo aver esposto in varie città e in luoghi sempre magici ,come i polverosi Musei di Storia naturale, ha finalmente deciso di raccogliere le sue invenzioni in un luogo altrettanto magico, aprendo un piccolo atelier a Milano. Qui la libellula “Etoile” danza sul proscenio di un vecchio teatrino francese accanto al microcosmo di pianeti ruotanti, o alla fiamma di camino trasformata magicamente in una vampata di quarzi; il pianoforte senza cassa armonica e senza corde suona accanto alle bacheche dedicate al Dio dell’Amore o alle farfalle che giocano al casinò.
Sul soffitto una carta celeste con le costellazioni, che di notte si illumina, tinte “a calce” alle pareti, il tutto a lume di candela, su un pavimento di un tempio birmano andato distrutto.
Una vera e propria Wunderkammer in 21 metri quadrati.

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