Ricci Milano - Cocktail bar and design restaurant in town

Ricci Milano – Cocktail bar and design restaurant in town

E’ la classica spettacolarizzazione dell’arte in chiave chic. Un ambiente esclusivo, con un mood “irregolare” per sviluppare nuovi concetti di bar and restaurant.

E’ la classica spettacolarizzazione dell’arte in chiave chic. Un ambiente esclusivo, con un mood “irregolare” per sviluppare nuovi concetti di bar and restaurant.  Al di la del colonnato tipico di piazza della Repubblica, le ampie vetrate fanno rivivere il locale completamente rinnovato. Uno spettacolo entusiasmante che nasconde quel non si sa che di metropolitano. Il colore cacao caldo qui dominante nelle pareti, nei rivestimenti, nei pavimenti, nell’arredamento.

Re incontrastato dell’ambiente è il bancone: geometrico, materico, nei suoi dieci metri di sviluppo, nel suo incastro perfetto di listelli di legno, che scivolano gli uni sugli altri creando insieme all’illuminazione studiata ad hoc, un sapiente gioco di chiari e scuri, lucidi e opachi. Gioco poi ripreso in una porzione di soffitto e di parete.

Studiati dalla fotografa Francesca Partesi i piani dei tavoli dell’area bar dove i soggetti e i colori delle immagini creano distacco cromatico nella monocromia degli spazi e un distacco geometrico dalla linearità degli arredi.

Predomina la parete principale del locale un’opera di Annamaria Tulli.

La luce artificiale scende dal soffitto, come pioggia dal cielo attraverso le decine di bacchette a led che compongono i corpi illuminanti.

Nella sala ristorante le bacchette si trasformano in un caleidoscopio di raggi luminosi che vogliono diventare una installazione luminosa in linea con le nuove tendenze che si ritroveranno presenti in alcune opere della prossima Biennale di Venezia.

La vetrata che separa la sala ristorante dal bar è una opera d’arte tecnologica dell’artista Davide De Zorzi.

Con la stessa tecnologia sono state concepite anche le lampade scultura sopra il bancone dove la provenienza della fonte luminosa non è riconoscibile, dando alla luce una nuova percezione non invadente.

La luce del locale è soft, calibrata, diffusa perché questo è il luogo del dialogo, della degustazione dei drink, dell’incontro, un luogo parallelo alla frenesia della vita quotidiana.
Di Arianna Augustoni.

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