A Milano la moda Bimbo sfila per solidarietà: il 17 apre il casting

A Milano la moda Bimbo sfila per solidarietà: il 17 apre il casting

Il casting, a cura di Vogue Bambini, è aperto a tutti i bimbi che verranno accompagnati dalle loro mamme il 17 settembre dalle 14 alle 19.30 presso la Triennale di Milano.

Il calendario di Milano Moda Donna ospita per la prima volta le collezioni bimbo: Camera Nazionale della Moda Italiana e Vogue Bambini si uniscono nell’organizzazione e promozione di una sfilata di beneficienza.

Il casting, a cura di Vogue Bambini, è aperto a tutti i bimbi che verranno accompagnati dalle loro mamme il 17 settembre dalle 14 alle 19.30 presso la Triennale di Milano. (Per informazioni chiamare 02/77710824.)

Il 27 settembre 2011 alle ore 18.00, nella Sala ‘Duomo’, in un’atmosfera di gioco ed armonia, saranno proprio i bambini a presentare in passerella le collezioni più glamour delle maggiori griffe italiane, supportando l’attività dell’Associazione ‘Children in Crisis Onlus’.

Le Maison che partecipano a questa importante iniziativa sono Laura Biagiotti Dolls, Simonetta, Richmond Junior, Miss Blumarine, Ermanno Scervino Junior, Fay Junior, GF Ferrè, I Pinco Pallino, Roberto Cavalli Angels e Roberto Cavalli Devils.

Le quote di partecipazione delle Maison, l’intero ricavato della vendita dei biglietti e le sponsorizzazioni, oltre a consentire la realizzazione dell’evento stesso, verranno devoluti a sostegno di due progetti di ‘Children in Crisis Onlus’.

Il primo è “Progetto Pepita” che, in collaborazione con l’Associazione De Musica Onlus, prevede la creazione di un’orchestra classica permanente nella città di Milano e persegue l’obiettivo di combattere il disagio giovanile, la dispersione scolastica e creare situazioni di aggregazione anche interculturali attraverso quel linguaggio universale che è la musica.

I beneficiari del progetto saranno 80 bambini e bambine milanesi.

Il secondo invece è “Dalla parte delle Bambine” e offre borse di studio a 80 bambine della Tanzania che hanno completato la scuola primaria e che, malgrado i buoni risultati e il desiderio di proseguire con gli studi, non possono accedere alla scuola secondaria per motivi economici.
L’attenzione in questo caso è focalizzata sulle femmine perché le poche risorse che le famiglie disagiate della Tanzania dedicano all’istruzione, sono tradizionalmente riservate ai maschi, relegando per lo più le bambine all’ambito casalingo e alla cura della famiglia.

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