Appuntamento alle Cartiere Vannucci con Persol

Appuntamento alle Cartiere Vannucci con Persol

Appuntamento alle Cartiere Vannucci a Milano per PERSOL MAGNIFICENT OBSESSIONS 30 stories of craftsmanship in film.

Appuntamento alle Cartiere Vannucci a Milano per PERSOL MAGNIFICENT OBSESSIONS 30 stories of craftsmanship in film.

La prima di una serie di mostre itineranti nate per celebrare le storie di ossessione “artigianale” che si celano dietro ad alcune delle scene entrate nella storia del grande schermo.

Ogni anno Persol rievocherà dieci storie di passione struggente, ricerca sistematica, e meticolosa attenzione ai dettagli attraverso una serie di mostre a cura di Michael Connor, esperto di cinema e arte contemporanea le cui precedenti esposizioni hanno riscosso un risonante successo a livello internazionale.

La mostra esplorerà gli innumerevoli passaggi – dalla full immersion dell’attore nello studio del personaggio alla minuziosa creazione del costumista – per creare un’icona. Personaggi icona, suoni e immagini icona, scene icona, costumi, locandine… la mostra punterà i riflettori sullo sviluppo di ciascuno di questi elementi per dimostrare quante ore, settimane o perfino mesi di ricerca e di lavorazione artigianale richieda.

“PERSOL MAGNIFICENT OBSESSIONS 30 stories of craftsmanship in film trae ispirazione dalle trenta fasi del processo di produzione artigianale messo a punto da Persol  nei confronti di un design e di una lavorazione di qualità – la stessa che caratterizza i più grandi capolavori del cinema” spiega Michael Connor, curatore della mostra Persol.

In quest’occasione verranno presentate 10 “ossessioni” dietro la macchina da presa. Si avrà l’opportunità di ammirare artefatti rari pro­venienti da alcune delle pellicole più iconiche della storia del cinema, accanto ad archivi reperiti dietro le quinte, sketch e  materiale utilizzato nel processo di sviluppo di alcuni dei più grandi registi del mondo.

Fra le storie piu’ appassionanti, spicca quella di Milena Canonero, vincitrice del premio Oscar per i migliori costumi, che ha disegnato centinaia di abiti per Sofia Coppola in Marie Antoinette ispirandosi, per la palette cromatica, a una scatola di amaretti.
O quella del regista Terry Gilliam, famoso non solo per la creazione di una visione distopica senza tempo in Brazil, ma anche per aver lanciato il guanto di sfida agli studi cinematografici americani perché producessero la sua sceneggiatura, preservandone il finale per nulla in linea con il tanto amato “happy end”.

Anche l’intensa preparazione e lo zelo artistico dei premi Oscar Robert De Niro (il folle veterano della Guerra del Vietnam Travis Bickle in Taxi Driver) e Sir Ben Kingsley (Gandhi) vengono presi in esame attraverso una serie di manufatti, video e installazioni su larga scala.

Come ad esempio l’opera del designer Saul Bass e del regista John Whitney Sr, che hanno ricreato una torretta mitragliatrice della Seconda Guerra Mondiale per animare le spirali ipnotiche dei titoli di testa tratti dal capolavoro di Hitchcock, Vertigo.

La consacrazione del production designer Mark Friedberg all’autenticità in Il treno per Darjeeling, riprodotto attingendo all’abilità degli artigiani del Rajasthani che hanno decorato i set, ovvero due treni in movimento. I sonoristi Alan Splet e Ann Kroeber, marito e moglie, hanno invece creato un paesaggio sonoro fatto di rumori surreali – dai nautofoni agli scarafaggi che camminano su gusci d’uovo – per intensificare l’azione in Velluto Blu di David Lynch.

Come dimenticare, inoltre, la leggendaria sessione di casting di Federico Fellini, che ha richiamato oltre 1.000 candidati per una sola parte minore in La Dolce Vita – con il regista che sceglieva sulla base dell’eccentricità o dei tic facciali che più lo affascinavano.

Determinato a riprodurre il più fedelmente possibile il punto di vista di un uomo intrappolato 10 Ossessioni

Il progetto nel suo stesso corpo, in Lo scafandro e la farfalla Schnabel immerge lo spettatore nei panni di Jean-Dominique Bauby, il redattore capo della rivista francese Elle che, all’età di 43 anni, è stato colpito da un violento ictus poi sfociato nella sindrome locked-in, una rara condizione in grado di provocare la paralisi totale del corpo, ad eccezione dell’occhio sinistro. La passione per la storia del cinema è evidente nell’uso che Scorsese fa del colore in The Aviator.

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