Svelata la prima collezione di gioielli di Salvatore Ferragamo e Gianni Bulgari

Svelata la prima collezione di gioielli di Salvatore Ferragamo

Nella splendida cornice di Palazzo Borromeo, Salvatore Ferragamo ha presentato la prima collezione di gioielli della Maison, realizzata in collaborazione con Gianni Bulgari.

Nella splendida cornice di Palazzo Borromeo, Salvatore Ferragamo ha presentato la prima collezione di gioielli della Maison, realizzata in collaborazione con Gianni Bulgari.

Una collezione articolata in tre linee fortemente caratterizzare, Futurista, Vara e Gancino, che gioca con i segni distintivi della brand e li trasferisce su bracciali rigidi, orecchini, anelli e charms.

Design, moda, gioiello si incontrano nel progetto gioielleria di Ferragamo, realizzato in collaborazione con Gianni Bulgari. Due nomi che hanno fatto della tradizione la base fortissima per un’innovazione che racchiude dentro di sé l’heritage del brand.

Da tempo Gianni Bulgari ragionava su un utilizzo dell’argento che rivoluzionasse il concetto della “gioielleria preziosa” per arrivare a quello della “gioielleria disegnata”.

Grazie a nuovi procedimenti di fabbricazione e a un sofisticato approccio grafico, è riuscito con questa collezione, a rielaborare i simboli iconici della Maison e nello stesso tempo, con un gesto postmoderno, li decontestualizza.

Ma è lo spirito più profondo del brand ad animare questo progetto, che per le sue caratteristiche si pone come un ponte tra la gioielleria tradizionale e celebrativa e quella tribale e decorativa, che parla un linguaggio ancora diverso da quello della moda.

Nasce così una collezione articolata in tre linee fortemente caratterizzate: la Linea  Futurista, che trae ispirazione dalla celebre etichetta creata per Ferragamo nel 1930 dal pittore futurista Lucio Venna.

Composta da bracciale rigido, orecchini e pendenti, l’argento  viene trasformato in una rete di linee molto sottile, a vuoto e a pieno, che riprendono il senso di dinamismo tipico dell’arte di quell’epoca.

La Linea Vara prende il nome dalla celebre fibbia utilizzata da Salvatore Ferragamo come decorazione dell’omonima calzatura. Questo segno distintivo (le Vara sono il modello più conosciuto e amato, esposto anche nei musei) viene trasferito su bracciali rigidi e anelli cabochon in argento, applicando anche questa volta la tecnica del traforo.
I pezzi diventano anche più preziosi e sofisticati nelle varianti in oro bianco e diamanti.

Mentre la Linea Gancino ripropone sempre in oro giallo e rosa, diamanti e pietre semipreziose, il gancio nato come chiusura delle borse.
La variante colori e materiali permette di abbinarli per formare parure sempre diverse.

Tutto è progettato e disegnato con spirito joaillier, ma l’immagine fresca e lieve d’inexpensive glamour, rimanda all’universo della Moda piuttosto che a quello della gioielleria.
Ripensata partendo da un materiale prezioso ma democratico come l’argento e giocando su temi come creatività, innovazione, ricerca, ironia, trasgressione, processo/tecnica: gli elementi che hanno sempre contraddistinto il pensiero di Salvatore Ferragamo e che Gianni Bulgari ha interpretato e valorizzato.

Perché questo è qualcosa di più, e di diverso, di un brand extension, ma un’idea del lusso che nel gioiello prima non si era mai vista. Dove l’approccio creativo si svincola dal prezzo e porta sempre con sé un ricco bagaglio di cultura e personalità.

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