Il genio di Pier Paolo Pasolini conquista Roma

Il genio di Pier Paolo Pasolini conquista Roma

Per la VI Edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, la Capitale rende omaggio a uno dei maestri del cinema italiano con la mostra “P.P.P. - UN OMAGGIO A PIER PAOLO PASOLINI”. La rassegna sarà inaugurata il 26 ottobre presso lo Spazio Espositivo dell’Auditorium Parco della Musica e resterà aperta al pubblico dal 27 ottobre al 5 novembre.

Il genio di Pier Paolo Pasolini conquista Roma

La mostra è realizzata con il sostegno di Zètema Progetto Cultura e della Camera di Commercio di Roma, con il patrocinio di Provincia di Roma e Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale.

La rassegna ripercorre, attraverso l’allestimento dei due Premi Oscar Dante Ferretti e Francesca Loschiavo l’universo espressivo, il pensiero e l’esistenza di Pier Paolo Pasolini, raccontati attraverso rare sequenze d’archivio, fotografie ed estratti dei suoi film in un itinerario espositivo scandito da otto schermi, otto proiezioni come altrettante chiavi per conoscere il mondo di uno dei più grandi artisti ed intellettuali italiani del ‘900.
P.P.P. – Un Omaggio a Pier Paolo Pasolini si compone infatti di otto installazioni che, in un gioco di riflessi e interrelazioni reciproche, condensano alcuni temi peculiari della poetica del poeta e cineasta, quali la critica alla modernità (ossia la sua lucida e spietata analisi dei processi di trasformazione che hanno investito l’Italia dagli anni Sessanta alla metà dei Settanta), l’universo figurativo (le sue matrici estetiche, i legami con il manierismo e la sua forma originale di contaminazione stilistica), la poesia (è la voce dello stesso Pasolini a leggere versi delle Ceneri di Gramsci e di altre liriche), la dimensione del sacro (la particolare religiosità pasoliniana, che comprende anche l’esaltazione della corporalità e del sesso), l’Italia (dagli anni ’20 agli anni ’70, il paese amato e odiato appassionatamente dallo scrittore in tutta la sua esistenza), il Terzo Mondo (l’utopia della primitività africana e araba difesa contro le sirene inarrestabili della globalizzazione). Ad aprire e a chiudere il percorso audiovisivo sarà la vita di Pasolini (la sua biografia evocata dalle immagini) e la morte, come figura ricorrente nella sua opera.

La sezione fondamentale della mostra sarà quella rappresentata dall’installazione originale creata in esclusiva da Francesca Loschiavo e Dante Ferretti, che di Pasolini fu prezioso collaboratore per i film Medea (1969), Il Decameron (1971), I racconti di Canterbury (1972), Il fiore delle Mille e una notte (1974) e Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975): una nuvola che nasce dalla macchina da scrivere, un fiume di parole, fogli, immagini, che ci restituirà l’emozione di un’opera unica e preveggente come quella che Pier Paolo Pasolini ci ha lasciato.

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