Joie de vivre, sofisticate riletture Settecento-pop

Nasce così un nuovo concetto di gonna, il vero leit motiv della collezione Gaetano Navarra per la prossima primavera estate.

Esce finalmente allo scoperto ciò che di solito si cela sotto il fluttuare delle ampie gonne da ballo. Asimmetrie e volumi esasperati, sovrapposizioni leggere, dinamiche e complesse insieme, come autentiche strutture architettoniche. Joie de vivre, sofisticate riletture Settecento-pop e ispirazioni tratte dalle pagine più emozionanti della couture fiftie’s.

Nasce così un nuovo concetto di gonna, il vero leit motiv della collezione Gaetano Navarra per la prossima primavera estate. Sono crinoline a vista sorrette da strati di tulle rigido, orlate di nastri policromi, costruite di sangallo plastificato o giocate sull’alternanza tattile e tonale di seta lucida e lino crudo. Felice contrappunto contemporaneo di smaltate cinema memories, di immagini femminili indimenticabili degli anni’50 e ‘60, icone di allure quali Lisa Fonssangrives, Slim Keith o Grace Kelly. Associazioni random che lasciano affiorare in mente gli Hamptons e la Cote d’Azur, l’ebrezza giovanile di“Vacanze romane”, lo chic wasp di “Alta società”. Ma anche la deliziosa Marie-Antoinette glam rock di Sofia Coppola e la cifra edilizia destrutturata e morbida del Guggenheim di Frank Gehry a Bilbao.

Poi flavours neo-orientali e un richiamo al rigore delle divise degli operai cinesi dell’epoca maoista, contraddetto da  drapées teatrali, da linee sinuose ed estremamente sexy, di nuovo dallo chic intramontabile e fresco del sangallo candido resort. Nastri che formano bustier su short in maglia, inserti in dentelles solo suggeriti, miniabiti seventy con ampie maniche kimono definiti da grosse righe bicolori, tuxedo neri intrecciati dalla tamatura lucido-opaca. Una tunica a tricot raccoglie dirette suggestioni dall’astrattismo cromatico e di segno di  Mark Rothko, di Ellsworth Kelly e  Frank Stella.

La palette dei colori guarda anch’essa all’Oriente. Al Giappone del grande Hokusai soprattutto. Viene dalla sua pittura infatti la peculiare cifre di blu intenso e profondo, come radiante di una luce interiore, la raffinata gamma dei corda, dei beiges, delle terre e del fango. Grafico e misterioso il nero di China, sferzato da vibranti pennellate fauves di giallo sole, cremisi, arancio e off white.

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