Michele Santoro

Michele Santoro scocciato con il premier Monti:’Non doveva andare da Vespa’

Ieri sera Michele Santoro ha aperto la puntata di Servizio Pubblico attaccando il premier Mario Monti.

Michele Santoro Ieri sera Michele Santoro ha aperto la puntata di Servizio Pubblico attaccando il premier Mario Monti. Uno schiaffetto a bruciapelo che non poteva passare inosservato. Colpa della manovra iniqua che dissangua le classi più deboli e svantaggiate? No, il nervo saltato a Santoro durante l’anteprima del programma ha un’altra origine, diciamo che è tutta interna al mondo della tv.

Al presentatore salernitano non è andato giù che il neo Premier sia andato l’altra sera nel salotto di Bruno Vespa per presentare la manovra lacrime & sangue. “Come sarà l’informazione in questo futuro? Un presidente del consiglio che fa? Va davanti ai giornalisti o a Porta a Porta? Perché se va a Porta a Porta il futuro è uguale al passato”, ha affermato sconsolato il conduttore. Criticando così quell’abitudine ormai consolidata che vede tutti i premier degli ultimi venti anni ospiti della Terza Camera, come viene chiamata la trasmissione Porta a Porta. Un rituale che ha fatto la fortuna di Vespa, il quale ogni volta si frega le mani, ma che in effetti lascia un po’ basiti sul piano procedurale e del bon ton istituzionale.

La puntata di Servizio Pubblico è stata comunque dedicata alla ‘stangata’ del governo con la manovra anticrisi. E non poteva essere altrimenti. Entrato in studio sulle note del celeberrimo film con Paul Newmann e Robert Redford, Santoro non ha risparmiato critiche al provvedimento messo a punto dal governo. “Se in una situazione come questa blocchiamo l’indicizzazione delle pensioni, aumentiamo l’iva sui beni di consumo, tassiamo la prima casa, aumentiamo la benzina, il rischio e che una famiglia su tre precipiti in gravissima difficoltà”.

Ospiti della puntata, intitolata icasticamente “Evitare la catastrofe” sono stati, l’ex segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani, il capogruppo Pdl al Senato Maurizio Gasparri, il leader dell’Api Francesco Rutelli, il segretario di Rifondazione comunista Paolo Ferrero e gli economisti Irene Tinagli e Christian Marazzi.

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