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Pitti Uomo 2012, buoni segnali dall’export

Il problema della crescita è uno degli argomenti più toccati negli ultimi mesi. Tema che non poteva non essere affrontato a Pitti Immagine Uomo durante la cerimonia di inaugurazione che si è aperta all’insegna del dibattito economico per trovare la strada giusta del rilancio italiano e alle prime timide previsioni sul settore.

Per il comparto moda i primi segnali stanno arrivando dall’export, grazie alla ripresa di alcuni mercati importanti anche se ad inizio anno è ancora presto fare previsioni sulle prospettive del settore italiano. Come ha spiegato Michele Tronconi, presidente di Smi (Sistema Moda Italia). “Fare previsioni in questo momento non solo è difficile, ma anche pericoloso: si rischia di alimentare una profezia, positiva o negativa. In una parte del mondo – spiegato Tronconi – la crisi si sta risolvendo ed è una fetta che esprime una domanda molto importante verso i prodotti che noi realizziamo, grazie a una reputazione ancora molto forte del made in Italy. Vediamo finalmente l’America che si sta risvegliando nei consumi, ci sono i mercati dei Bric che probabilmente dopo aver preso fiato riprenderanno a correre, quindi per un settore che esporta più del 60% ci sono delle prospettive importanti”.

Durante il suo intervento all’apertura della 81^ edizione di Pitti Immagine Uomo, Tronconi ha chiesto al Governo di abolire l’Irap e costi piu’ bassi per le imprese oltre a realizzare misure urgenti per consentire alle imprese di fare uno strappo in avanti nell’export e creare nuova occupazione. ”Bisogna passare dal salasso al ricostituente e dobbiamo costruire insieme. Le imprese non vogliono sovvenzioni, non vogliamo aiuti a pioggia, vogliamo costi piu’ bassi, bisogna spostare l’imposizione dal lavoro alle cose. Serve togliere l’Irap per far fare alle imprese un salto in alto nell’export’”.

Sempre a proposito dell’Irap Tronconi ha chiesto che vanga ”ridotta sempre, non solo a certe condizioni, perche’ le imprese possano avere un incentivo immediato a mantenere l’occupazione e rimettersi a correre”.

Inoltre Tronconi lancia anche un allarme sui possibili impatti sui consumi interni e sulla catena distributiva delle liberalizzazioni annunciate dal governo: ”Tutte le liberalizzazioni – ha concluso Tronconi – fatte in maniera estesa sono positive: per noi quelle piu’ importanti sono quelle che impattano sul costo dell’energia. Col costo dell’energia nel 2012 scopriremo quanto incidera’ sulla produzione il recupero degli incentivi al fotovoltaico, che faranno aumentare moltissimo il costo energia: questo e’ un minor incentivo a produrre e qualcosa bisogna fare”.

Riguardo ad alcuni grandi marchi del lusso che stanno riportando ‘in house’ parte della produzione, Tronconi ha sottolineato che si tratta di “un processo inevitabile, ed è un positivo sostegno al made in Italy, perché è evidente che tutto questo outsourcing all’apice della globalizzazione crea omogeneizzazione di prodotto e riduce il controllo della catena di fornitura, quindi anche il controllo del rispetto di determinati standard che devono rimanere elevati come cerchiamo di mantenerli quando produciamo in Italia”.

Sul tema del controllo delle catene di fornitura, il numero uno di Smi ha evidenziato che “mantenere una capacità produttiva vicino ai mercati di sbocco, e quindi anche in Italia per servire con efficacia il mercato globale a partire da quello europeo, è importantissimo. Il futuro probabilmente è di chi riuscirà a tornare a differenziare i propri prodotti perché controlla la capacità produttiva”.

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