E’ un vero show quello messo in scena da Umit Benam nella terza giornata di sfilata uomo milanese. Ambientata nel dormitorio di una caserma militare in cui troviamo chi si rade, chi si sta facendo fare un tatuaggio, chi invece fa una doccia e chi si allena o dorme sul letto a castello. Un vera interpretazione della vita militare. La cultura militare quella che il fashion designer apprezza ed esplora: il momento di unificazione e aggregazione, senza barriere in cui le differenze sociali, di razza e di status vengono meno.
Con la collezione autunno inverno 2012-2013, Benam crea un esercito di personaggi multietnico, riflesso di un mondo globale, e lo veste a modo suo. Un esercito che celebra la pace ed è libero dagli schemi, che però conosce bene.
I materiali sono compatti, dallo mano ruvida e preziosa: lana, shetland, panno di cachmere, cotone tinto in capo, cotone-nylon dry. La palette dei colori è concreta: toni di verde, giallo zafferano, grigio tenue e nero denso compongono una tessitura cromatica che scardina, sottolinea l’aplomb marziale. Benam rilegge le forme, tagli e proporzioni con scanzonata precisione. Lavora su forme e iconografie archetipiche, scrivendo il nuovo attraverso un sapiente riequilibrio delle parti. Stravolge con inesorabile sottigliezza. La cultura del ben vestire si sublima in abiti dall’eleganza concreta, pensati per essere vissuti intensamente anche in situazioni estreme.
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