“Il processo – Adolf Eichmann a giudizio 1961-2011”. La mostra

Una mostra a Firenze sul processo Eichmann, per non dimenticare gli orrori della Shoah

Mostre: “Il processo – Adolf Eichmann a giudizio 1961-2011”. La mostra, proposta nella versione in italiano e inglese, apre le iniziative 2012 del “Giorno della Memoria” organizzate da Regione Toscana.

“Il processo – Adolf Eichmann a giudizio 1961-2011”. La mostra

A cinquant’anni dal processo di Gerusalemme che vide sul banco degli imputati il gerarca nazista organizzatore delle deportazioni degli Ebrei da tutta Europa, arriva a Firenze la mostra storico-documentaria “Il processo – Adolf Eichmann a giudizio 1961-2011”. La mostra, proposta nella versione in italiano e inglese, apre le iniziative 2012 del “Giorno della Memoria” organizzate da Regione Toscana.

La mostra è arricchita da una sezione dedicata alla Shoah italiana e alla documentazione inedita della ricezione dell’evento sulla stampa nazionale dell’epoca, a cura di Valeria Galimi.

In più per la prima volta è visibile la testimonianza integrale dell’unica testimone italiana al processo, Hulda Campagnano di Firenze. «Rapporti pluriennali con istituzioni berlinesi che da anni operano nell’ambito della memoria dei crimini del nazismo, ci hanno permesso di portare (da un’idea di Ugo Caffaz) la mostra sul processo Eichmann a Firenze – sottolinea Camilla Brunelli, Direttrice della Fondazione Museo della Deportazione e Resistenza di Prato -, qui arricchita da una sezione inedita sulla ricezione del processo in Italia. La mostra visitata a Berlino e Vienna da migliaia di persone, può indurre ancora oggi a riflessioni profonde di natura storica, filosofica, etica e giuridica intorno al tema della colpa e delle responsabilità dei singoli, nel sistema di potere nazista».

La mostra mette in rilievo entrambi gli aspetti emersi nel processo: la forza delle testimonianze dei superstiti e la strategia difensiva del criminale nazista ed incentrata sui filmati originali del processo, presentati in apposite postazioni multimediali, in una drammatica contrapposizione accusa-difesa. Sono inoltre esposti testi, foto e documenti che delineano la biografia ragionata di Adolf Eichmann, la situazione di alcune comunità ebraiche in Europa prima e dopo la Shoah, i vari aspetti giuridici precedenti e intorno al processo di Gerusalemme, la famosa interpretazione sulla “banalità del male” che ne dette la filosofa Hannah Arendt nonché la ricezione del processo sui media internazionali.

Direttore del “Dipartimento Affari Ebraici IV B4” delle SS ed “efficiente” organizzatore dei trasporti ai campi di sterminio, Adolf Eichmann fu condannato a morte e impiccato, nel carcere di Ramla in Israele, il 31 maggio 1962. «Per la nostra Fondazione, co-promotrice della mostra di Berlino, è stato di straordinaria importanza contrapporre al criminale nazista Adolf Eichmann il punto di vista delle vittime – sottolinea Adam Kerpel-Fronius della Fondazione Memoriale per gli ebrei assassinati d’Europa di Berlino -. Fu infatti durante il processo Eichmann del 1961 che i sopravvissuti alla Shoah presero la parola per la prima volta davanti all’opinione pubblica mondiale. Siamo grati alla Regione Toscana e alla Fondazione Museo della Deportazione e Resistenza di Prato di aver realizzato l’edizione italiana della mostra e di aver aggiunto la parte sulla ricezione del processo in Italia».

«Sull’area nel centro di Berlino conosciuta oggi come “Topografia del Terrore” ebbe sede l’Ufficio Centrale per la Sicurezza del Reich delle SS Himmler, Heydrich ed Eichmann, quest’ultimo direttore del “Dipartimento Affari Ebraici”- ha detto Klaus Hesse della Fondazione Topografia del Terrore di Berlino -. A cinquant’anni dal processo Eichmann, celebrato a Gerusalemme nel 1961, la nostra Fondazione ha sentito la necessità di ricordare con una mostra – ora proposta a Firenze – il processo e quindi i crimini di Eichmann e di farlo proprio in questo luogo storico di Berlino in cui operarono gli autori dello sterminio nazista”.

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