Venaria Reale

Venaria Reale ‘baciata’ dal pubblico presenta il programma di primavera

Le mostre con un unico capolavoro, come quella dedicata all'autoritratto di Leonardo da Vinci sono forse più efficaci rispetto a mostre ricchissime e complesse come "La Bella Italia".

Venaria Reale

Le mostre con un unico capolavoro, come quella dedicata all’autoritratto di Leonardo da Vinci sono forse più efficaci rispetto a mostre ricchissime e complesse come “La Bella Italia”. Quest’ultima, dopo le polemiche delle settimane precedenti l’apertura causa mancanza di due spazi appositi per gli ex ducati di Parma e Modena (l’allestimento era suddiviso tra gli stati pre-unitari e le città capitali nei secoli precedenti l’Unità) ha totalizzato oltre 223mila presenze. Ora nella reggia sabauda di Venaria Reale è allestita la mostra «Leonardo. Il genio, il mito», prorogata sino al 19 febbraio. Il 20 febbraio ci sarà un’apertura straordinaria gratuita: 3mila i biglietti disponibili dal 1° febbraio presso la biglietteria della Reggia e all’InfoPoint di piazza Castello a Torino.

Dopo una chiusura dal 13 febbraio al 15 marzo, la Reggia riaprirà il 16 con un percorso di visita rinnovato grazie al Teatro di Storia e Magnificenza lungo 2mila metri per gli appuntamenti espositivi di primavera. Questo il programma: mostre dedicate alla Peota reale, la «fiabesca imbarcazione» del re di Sardegna, alla ricostruzione della collezione d’arte del principe Eugenio di Savoia: 130 opere, tra gli altri di Guido Reni, Van Dyck e Brueghel in arrivo dalla Galleria Sabauda, in attesa del nuovo allestimento nella Manica Nuova di Palazzo Reale a Torino (I quadri del re. Capolavori dalle collezioni sabaude. Le raccolte del principe Eugenio, condottiero e collezionista, dal 30 marzo al 9 settembre). E ancora, in estate, gioielli che l’orafo Peter Carl Fabergè realizzò per gli zar di Russia (da fine luglio all’autunno).

Il bilancio della Reggia di Venaria è positivo. Il direttore Alberto Vanelli ha dichiarato che con i suoi due milioni e 600mila visitatori dalla riapertura, è tra i luoghi d’arte più visitati d’Italia. «Siamo il quinto sito, dopo il Colosseo, gli scavi di Pompei, il Polo museale fiorentino e quello veneziano». I numeri fotografano un sistema di ampia tenuta nel campo dei beni culturali: la ristrutturazione di Reggia e circondario costò 200 milioni di euro (130 per i grandiosi edificio e giardini, composti su 10mila ettari), mentre in pochi anni le entrate sono arrivate a 9 milioni di euro tra biglietteria, bookshop e punti di ristoro.

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