Duffy, il fotografo della Swinging London

Firenze celebra Duffy, il fotografo della Swinging London

E’ in corso al Museo Nazionale Alinari della Fotografia, in Piazza Santa Maria Novella 14 a Firenze, la prima retrospettiva completa di Brian Duffy

E’ in corso al Museo Nazionale Alinari della Fotografia, in Piazza Santa Maria Novella 14 a Firenze, la prima retrospettiva completa di Brian Duffy (1933-2010), l’uomo che rivoluzionò il modo di fare immagini di moda. La prima importante esposizione dedicata all’attività di questo leggendario fotografo inglese chiuderà a battenti il prossimo 25 marzo. Arrivata in prima assoluta in Italia dopo il grande successo ottenuto alla Idea Generation Gallery di Londra, questa mostra celebra l’autore di tante immagini della Swinging London diventato famoso per le sue fotografie a musicisti, attori e modelle, Duffy ha creato il culto del fotografo di moda mettendo se stesso al centro della passerella, insieme a modelle e celebrità.

Duffy, famoso anche per far parte della “Black Trinity” (con David Bailey e Terence Donovan), il trio che definì il linguaggio visivo della Swinging London degli anni Sessanta, lasciò la fotografia all’apice della carriera nel 1979. Non solo. Dopo avere radunato la maggior parte dei suoi lavori nel giardino dietro casa, ne fece un falò. Faticosamente, dopo anni di ricerca tra gli archivi e le pubblicazioni di tutto il mondo, il figlio Chris ha recuperato 160 fotografie. L’insieme di immagini iconiche, rare e inedite che ne è risultato, offre un vero e proprio catalogo dell’iconografia culturale degli anni ’60 e ’70: dai mitici divi di Hollywood da Michael Caine e Sidney Poitier alle grandi rock star John Lennon, David Bowie e Debbie Harry, dalle bellezze di quegli anni Jean Shrimpton e Joanna Lumley alla leggenda letteraria William Burroughs, e molti altri ancora.

Duffy si definiva ed è stato definito un genio, e difatti più che fotografo di moda è stato identificato come un ispiratore di tendenze. Il suo stile docu-spara per Vogue ed altre riviste aveva lo scopo di dissipare le tenebre del dopoguerra, proponendo una sensuale forma di finto imbarazzo giovanile, affermando la propria generazione come visivamente alfabetizzati. Cuore pulsante del suo lavoro è stata Londra, che Duffy ha reinterpretato più volte in chiave contemporanea attraverso le sue foto. Scomparso nel 2010, Duffy ha lavorato per Vouge, firmato due calendari Pirelli (nel 1965 e nel 1973), realizzato ritratti di attori, cantanti, artisti e scrittori
In un’intervista del 2003 dichiarò lapalissiano “Non mi è mai interessato essere famoso’”.

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