TV: sul piccolo schermo l’adattamento televisivo di uno dei capolavori di Tolstoj, “Anna Karenina”

Su Diva Universal ‘Anna Karenina’, per festeggiare il giorno degli innamorati

TV: sul piccolo schermo l’adattamento televisivo di uno dei capolavori di Tolstoj, “Anna Karenina”

TV: sul piccolo schermo l’adattamento televisivo di uno dei capolavori di Tolstoj, “Anna Karenina”

In occasione della giornata più romantica dell’anno, San Valentino, Diva Universal (Sky – Canale 128, martedì 14 alle ore 15.40) porta sul piccolo schermo l’adattamento televisivo di uno dei capolavori di Tolstoj, “Anna Karenina” (2000).  Diretta da David Blair e prodotta da George Faber, Suzan Harrison e Charles Pattinson (Elizabeth I). La  mini serie, divisa in due parti, racconta la storia travagliata di un amore. Di una donna Anna (interpretata da Helen McCrory) che ha osato obbedire al proprio cuore opponendosi all’ipocrisia del bel mondo russo. E si perché Anna, perla dell’alta società di San Pietroburgo, moglie devota di un alto funzionario di stato russo e madre impeccabile, durante un viaggio in treno si “scontra” con il Conte Vronsky,  (interpretato da Kevin McKidd, il dottor Owen Hunt di Grey’s Anatomy) affascinante soldato di cavalleria.

I due vengono rapiti da una passione che va ben oltre i banali “adulteri-passatempo” comuni all’epoca. La loro storia d’amore, esplosa prepotentemente, rimane in un primo momento confinata in incontri fugaci ed uscite clandestine. Il triangolo amoroso diventa però insostenibile e Anna decide di uscire allo scoperto, una scelta che porterà la sua vita ad un tragico epilogo. Sfidando le regole, i precetti e le consuetudini del suo tempo, combattuta tra la fedeltà imposta dal sacro vincolo del matrimonio e la passione travolgente per un altro uomo, Anna Karenina è un’icona contemporanea ed un’eroina del romanzo ottocentesco.

Per chi non lo sapesse “Anna Karenina”, pubblicato nel 1877, è considerato un capolavoro del realismo. Il romanzo di Tolstoj pare si sia ispirato a Maria Hartung (1832-1919), figlia maggiore del poeta russo Aleksandr Puškin. Poco tempo dopo averla incontrata ad una cena, Tolstoj cominciò a leggere la prosa di Puskin ed ebbe la visione di un “delizioso gomito aristocratico e nudo”, che risultò essere un primo indizio del personaggio di Anna.  Sebbene la maggior parte della critica russa stroncò l’opera, definendola “un romanzo frivolo dell’alta società”, secondo Dostoevskij era “impeccabile come un’opera d’arte”. Il nome Karenin deriva dalla parola greca che indica la “testa” e vuole sottolineare la razionalità marcata del personaggio.

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