MODELLA-TUNISINA-EMIRA-FRACOMINA

No words: Borghezio attacca il sistema moda’ basta con modelle straniere’ ed è polemica

Borghezio attacca gli stilisti perchè discriminano le "donne padane "

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La moda genera sempre polemiche, si sa, ma alcune riescono davvero ad essere cosi assurde da non sembrare nemmeno vere.
Da sempre il mondo della moda porta il bello, il meglio della classe e della creatività Couture sulle passerelle.

La moda si racconta con immagini, servizi, volti e naturalmente le modelle.

Belle, bellissime, cosmopolite e divine, sono capaci di trasmettere con una camminata, con uno sguardo, con un sorriso, l’intero mood di una collezione.

I criteri con cui vengono scelte sono talmente particolari e vanno dallo stile della collezione alla profondità degli sguardi, insomma è davvero difficile scegliere tra queste dee.

Ma nelle polemiche non era mai capitato di sentire che le “donne padane” vengano discriminate dalla moda.

Si parla di modelle italiane, modelle inglesi, modelle americane, modelle arabe…ma modelle padane insomma, ancora no...almeno no fuori dal “giardino padano leghista”

Borghezio attacca gli stilisti perchè discriminano le “donne padane “e chiosa:

“La moda padana deve usare volti padani. Basta con modelle slave o extracomunitarie che spesso arrivano irregolarmente in Italia. Gli stilisti ma anche riviste come Vogue diretta da Franca Sozzani, che schifano le donne padane, vivono per la maggior parte in Padania poi veicolano i loro prodotti con volti non padani. E’ inaccettabile. Se venissero invece escluse le rumene o le bosniache allora si’ che si parlerebbe subito di razzismo?” A scagliarsi contro il mondo della moda e’ Mario Borghezio, europarlamentare della Lega, ospite di KlausCondicio, programma di Klaus Davi su You Tube. Borghezio annuncia ricorso al Giuri’ di autodisciplina pubblicitaria contro la modella tunisina Emira, in Italia da 10 anni, interprete di uno spot che tratta i temi del lavoro femminile e definisce le sue protagoniste “donne forti per Costituzione”. “Su temi cosi’ delicati – dice – non si deve fare speculazione: per noi che siamo invasi e per quelli che sono strumento di questa migrazione di popoli indotta e in qualche caso non voluta. Sappiamo quali enormi racket veicolano le ragazze portate da noi. Se condizionatori dell’opinione pubblica come le grandi agenzie pubblicitarie,  vogliono strumentalizzare la questione dell’immigrazione e dell’integrazione siamo davanti a un pericolo grave. Questo e’ un argomento su cui non si deve scherzare”. Per Borghezio, infine, gli stilisti sono “esterofili e ingrati”. “E’ grave che  diano lavoro a slave, rumene, ungheresi e russe e non a belle ragazze piemontesi, liguri, venete o lombarde”. (AGI).

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