MAKUTI riscopre il fascino del cammeo

Il cammeo nasce in Grecia attorno al 400 a.C., destinato ad essere applicato ad anelli e pendenti. Tra i materiali più apprezzati per la loro realizzazione figuravano smeraldi, ametiste e diamanti, e più spesso pietre semipreziose come l’agata, la sardonice e la corniola. Il disegno veniva inciso nello strato superiore, di colore più chiaro; non di rado tuttavia si lavoravano fino a quattro strati di colori diversi. I soggetti preferiti erano ritratti di persone, divinità o figure mitologiche. Quando, nel I secolo a.C., la maestria degli artisti greci raggiunse Roma, i cammei vennero molto in voga tra i patrizi e furono prodotti in vari formati. 

Se in epoca barocca l’interesse per i cammei parve svanire, essi tornarono a riscuotere grande successo nel Settecento. La tecnica d’incisione implicava l’uso di uno strumento a rotella inumidito con un miscuglio di olio d’oliva, smeriglio e polvere di diamante. Sebbene i ritratti fossero ancora i soggetti più diffusi, non di rado i cammei rappresentavano temi storici, allegorici o d’ispirazione classica.  Nel Settecento Josiah Wedgwood propose imitazioni di cammei nelle sue ceramiche; cominciarono da allora a diffondersi cammei ricavati dalle conchiglie, di lavorazione meno raffinata, che furono in voga per tutto il XIX secolo.

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