Finalmente si è dato una regola ad una pratica molto diffuso in Italia. La richiesta di interventi al seno da parte delle ragazze piu’ giovani e’ sempre piu’ basti pensare che ogni anno dei circa 80-85 mila interventi chirurgici per l’impianto di protesi effettuati nel Belpaese il 70% e’ legato a ragioni di tipo estetiche. Da oggi l’inosservanza del divieto verrà punito con la multa di 20 mila euro e tre mesi di interdizione dalla professione medica.
Sara’ ora il ministero della Salute a stabilire, con decreto, tempi e modi per la raccolta dei dati nel Registro nazionale. E ogni anno avra’ il compito di stilare una relazione al Parlamento sui dati raccolti dai registri, che dovranno contenere anche le indicazioni sui tipi di protesi.
Grazie a questa legge, inoltre, sara’ possibile fare chiarezza anche nel mare magnum della chirurgia estetica.
Attraverso i registri nazionali e regionali si riuscira’ finalmente ad avere una tracciabilita’ delle protesi per monitorare in maniera precisa dove, quando e quali impianti mammari sono stati utilizzati. Una garanzia per le pazienti soprattutto dopo lo scandalo PIP, le protesi al seno ritirate dal mercato perche’ dannose per l’organismo”.
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