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Ghetti e Periferie sfilano sulla passerella di Frankie Morello

La denuncia, un tema forte che Frankie Morello porta in scena nella capitale della moda.

La Collezione Primavera/Estate 2013 di Frankie Morello guarda alla globalizzazione, alla multiculturalità, con i suoi forti tratti distintivi a livello somatico e culturale.

Frankie Morello porta in passerella il mood ghetto e il movimento suburbano strizzando l’occhio ai videoclip di Romain Gavras, figlio del celebre Constantin Costa-Gavras, regista apprezzato in tutto il mondo per i suoi film a sfondo politico-sociale e dal quale ha ereditato l’interesse per i temi politici e di denuncia.

Di suo ci mette una buona dose di capacità di immaginazione che lo porta a plasmare situazioni che sembrano derive surreali, ma che a ben pensarci non sono poi così lontane da certi spaccati del passato e da certe ombre del futuro.

Dietro la violenza delle immagini si cela un atto di denuncia. Siamo di fronte ad una consapevole spettacolarizzazione di storie di orripilante ordinarietà, dove il livore incondizionato delle periferie fatto di atavica rabbia viene rivelato con distaccata lucidità.

Il Ghetto, melting-pot di etnie e al contempo opposizione tra piccole comunità, diviene teatro di aggressività e violenza.

I sobborghi di Los Angeles con la loro atmosfera dark urbana sono l’ispirazione di uno sportswear che attinge sia all’iconografia del rap militante che al mondo del Basket passando per i “B-Boy”, i ballerini di strada o “breakdancer”, ma in versione cattiva.

Volumi oversize declinati in bianco e nero illuminati da elementi “gold”, cap a visiera piatta, capi in maglia metallica, catene dorate e stampa pitone su pelle e tessuto tecnico si fondono con denim super-bleached, slogan rapper e ad effetto “graffiti”. Emblematica la stampa “Ghetto Blaster” che riprende amplificandolo l’iconico stereo dalle potenti casse che accompagna ovunque i personaggi che abitano ghetti e periferie.

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