Lucio Dalla

Lucio Dalla non aveva fatto testamento così l’eredità va ai sei parenti

Lucio Dalla non aveva fatto testamento così l'eredità va ai sei parenti. Nulla spetta secondo la legge a Marco Alemanno che aveva condiviso con Dalla gli ultimi 10 anni di vita e di lavoro nell'arte.

Lucio Dalla Nessun testamento di Lucio Dalla l’eredità va ai sei parenti. Escluso il suo compagno di vita Alemanno. I suoi beni, dunque, secondo la legge andranno ai parenti. Nulla spetta secondo la legge a Marco Alemanno che aveva condiviso con Dalla gli ultimi 10 anni di vita e di lavoro nell’arte.

Come il patrimonio così anche ogni decisione quella sulla realizzazione o meno di una fondazione che ne gestisca l’eredità artistica, è nelle mani dei parenti. Con l’accettazione, l’atto che investe gli eredi del loro titolo, termina quindi la curatela dei beni che era stata affidata dal tribunale di Bologna a Massimo Gambini, socio dello studio di consulenza che, quando era in vita, seguiva gli interessi di Dalla.

Ma secondo Eugenio D’Andrea, da sempre avvocato di Dalla è convinto che: “la Fondazione si fara’, ma se posso permettermi un’osservazione, credo che nella struttura dovrebbero esserci le persone che sono state vicine a Lucio e al suo lavoro in tutti questi anni. Non e’ una questione di frequentazione, ma di conoscenza”.

Sempre secondo l’avvocato: “negli ultimi tempi, l’idea della Fondazione nella testa Lucio si era delineata chiaramente” eppure, spiega “non ci sono carte, solo appunti o bozze scritti da me come promemoria delle cose da approfondire o da fare”. Insomma niente di scritto dal cantautore, neanche sulla sua idea di Fondazione che resta, di fatto, un’eredita’ verbale consegnata al suo staff e agli amici piu’ stretti.

Per quanto riguarda l’ammontare del patrimonio del cantautore al momento è ancora prematuro saperlo come spiega Giovanni Canino, l’avvocato dei familiari: “Gli eredi non hanno ancora potuto vedere nulla di quanto svolto dal curatore. Sarà necessario prendere visione dell’intera attività inventariale svolta in questi mesi per capire le condizioni delle società e degli immobili, il valore delle attività e delle passività, l’esistenza di controversie, gli investimenti e i conti bancari. Si tratta di centinaia di pagine di cui, al momento, non sappiamo nulla”.

I prossimi passi saranno la trasmissione della relazione del curatore al tribunale che dovrà validare il documento e, ultimo passo, trasmetterlo agli eredi. Forse in autunno si capirà cosa c’è e cosa non c’è nel patrimonio….

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