Le stagioni di Marithè + Francois Girbaud

LA STAGIONE DI…Perchè si parla ancora di stagioni ? Quando si tratta di un camouflage inventato dall’uomo per rispondere ad un equilibrio economico artificiale.

L’attualità entra dei pantaloni, la chirurgia estetica con i suoi lifting televisivi (Nip/Tuck), la non sicurezza delle strade nelle nostre città, il patriottismo estremo, l’imperialismo industriale, i fumi tossici, gli anti-spam. Tutto per lottare contro le nostre tentazioni di uomini… Aprire gli occhi a questi cambiamenti, il pianeta è impazzito. La storia della musica è scritta su ogni capo.

Un’impressione d’inverno, un mondo in cui i cambiamenti climatici non lasciano spazio al susseguirsi delle stagioni. Caldo in inverno, fresco in estate. Tracce di piogge acide come una nuova fatasia rigata. La fredezza dei colori contrasta con la leggerezza dei tessuti. Nero, alluminio, petrolio, menta fredda, rosa giappone, pomerol, verona, cipresso, asfalto, sabbia, melanzana. Un filo viola guida lo sguardo in questo universo di gelo. Vogliamo una sola stagione per tutto l’anno.

Stelle, frecce e lazzi strutturano i jeans. La firma delle equazioni tribali è presente ovunque: nella costruzione, nel montaggio, nei ricami, nelle lavorazioni laser. Un blasone per tribù urbane che nasce dall’insieme delle linee.
Segni e maschere di un improbabile continente, di una civiltà che va sparendo. Memoria dei nostri jeans con simboli ed elementi chiave per facilitare nel tempo la ricerca di un’influenza-oceano, al di là dell’Isola di Pasqua. Come si potrebbe creare, se no, un jeans non più americano, nè più totalmente orientale?
L’est non incontra più l’ovest.

Un jeans che non incontra assolutamente l’acqua, ma la luce, un waterless jeans. Conserva la stessa stampa di un invecchiamento artificiale. L’uso magistrale del laser riesce a conferire al capo una precisione di usura al millesimo.

A.K.A. – il grido degli ALL BLAKS. Divisa da rugby. Questo sport nutre sempre più i nostri sogni. La polo rivisita trasversalmente tutti i look. E’ il capo faro della collezione.

Elastane/lino, cotone/elastane, lana/viscosa. Un mix di fibre che assicura tenuta e fluidità ad abiti leggeri e impalpabili. La tecnica del N.S.F.L. (Non Chirurgical Face Lift) è sempre presente con i suoi assemblaggi multistrato che permettono costruzioni uniche e sono il segno della maetria nell’uso della tecnologia avanzata di M+FG.

Colli doppi, giochi di sovrapposizioni. Linee di fuga fluide, come nella pittura, costruiscono una giacca elegante, per una silhouette longilinea.

« La NUOVA INDUSTRIA è sempre più dominante e rafforza la condanna del MADE IN SCHIAVITU’, confermando che non c’è ragione di andare tanto lontano per offrire lavoro.
Questa industria del XXI secolo per la quale esiste già tutto un ‘parco macchine’, prepara il terreno per il futuro. Si può produrre ovunque, perhè le macchine lavorano alla stessa velocità a tutte le latitudini e non lasciano lo spazio allo sfruttamento della massa silenziosa o alla lacrima versata sul lavoro dei un bambini.
Troppo facile trovare soluzioni per un’altra coscienza.
Un altro modo di immaginare la confezione di domani.
Una soluzione all’industrializzazione.
Un atteggiamento responsabile che lascia posto alla speranza ».
François Girbaud.

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