Sfilata – FARHAD RE – Alta Moda Roma -F/W 2007/08

Donne splendide, forti e piene di glamour, grandi ladies, nobili e fulgide stars, attrici e cantanti; che riempivano le sartorie dei grandi Couturier per farsi realizzare l’Abito da Sogno; tutto quello che rappresentava il simbolo della cultura borghese e raffinata degli anni ’50….affascinano l’immaginario artistico dello stilista Farhad Re… Il duemila, dopo solo mezzo secolo di storia e costume, l’inversione di tendenza. L’Haute Couture è fagocitata dal prèt-a-porter che domina indiscusso nelle vetrine delle boutique di lusso e nelle grandi distribuzioni arrivando ai guardaroba di tutte le donne, senza distinzione, uniformando tutto e tutte in una sola e poco esclusiva immagine di donna, tanto che le creazioni d’alta moda, i su misura, per lo stilista diventano opere d’arte da esporre solo in passerella, e come tali viste indosso ormai come delle “robe da matti”. Un mestiere, il couturier, ad oggi indirizzato ad una nicchia di Signore sempre più ristretta, che amano e non vogliono rinunciare al lusso sfrenato. Ed è a questa donna che Farhad Re si ispira, una donna unica e splendente che sa distinguersi in mezzo ad una folla di Fashion Victims sempre più standardizzate da dictat imposti dai grandi marchi mondiali. Farhad Re per l’ A/I 2007-08 mette in scena una collezione ricchissima di tagli, pieghettature, rouches, plisset e importanti ricami che impreziosiscono sete italiane abbinate a pizzi francesi. Perfetti tailleur con linee impeccabili e femminili; giacche avvitate e spalle strutturate, forme geometriche e squadrate esaltate da pieghe e profili quasi a simulare delle corazze medievali. Questo mood si ammorbidisce con mise corte e leggere, rigorosamente in organza di seta e in lievi satin arricchiti da dettagli in pizzo. Le ore fredde della sera sono scaldate da un tripudio di pellicce di visone, cincillà, zibellino, e da cappotti in puro cachemire che coprono in contrasto silhoutte da grand soir e mini abiti, impalpabili e trasparenti, caratterizzati da esagerate scollature e vertiginosi spacchi che lasciano alla donna la libertà di mostrare ciò che desidera. Vince il fascino dei colori che virano dal bordò al marrone, dal viola intercalato da flash vivaci di rosa niveo, dal cognac all’avorio e dal classico bianco che dal grigio argento sfuma al nero. Questa volta lo stilista punta ancora di più allo studio dell’accessorio abbinato all’abito. Borse realizzate con pizzi laserati in pelle, completate da dettagli in ottone e cristalli, che fanno pendant con sandali dai tacchi altissimi, che rendono le gambe della donna ancor più sensuali senza trascurare la loro comodità. Nel generale ritorno ai classici spesso reinventati dall’innato ingegno del gusto contemporaneo l’operazione di Farhad Re è filosoficamente ineccepibile. E’ cosi che in un’artistica atmosfera cromatica, nasce con magia, la sua ultima donna.

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