Sfilata RAFFAELLA CURIEL – F/W 2007/08

Dopo aver presentato nel 2002, a Palazzo Farnese, una collezione ispirata a Victor Hugo, desidero oggi onorare nuovamente la Francia, culla indiscutibile della Haute Couture, con la celebrazione di Marcel Proust.

Questa sfilata costituisce una sontuosa illustrazione riferita alla “Recherche” le cui eroine, in particolar modo la Duchessa di Guermantes o Albertine, si ornavano di meravigliose toilettes spesso ispirate agli arabeschi, ai colori, alle stoffe delle dogaresse veneziane.
Proust racconta che anche le giovani donne erano elegantissime e avevano pretese di lusso e raffinatezza superiori, forse, alle signore più mature..”qui savent s’habiller”.

Nessun narratore del ‘900 ha mai così ben descritto atmosfere, situazioni e Moda, divertendosi in alcuni passi nel dilungarsi a puntualizzare i più sottili particolari degli abiti delle dame: dal collettino di guipure alle incrostazioni di ricami e pizzi, ai ciondoli di meravigliose pietre dure “così démodé”, fino a raccontare di quell’artigiano ancora così poco conosciuto che stampava sui suoi tessuti i disegni dell’Oriente: Mariano Fortuny.
E qui il discorso si riallaccia a Venezia e alla sfilata di un anno fa:
”Mittel-Europa amore mio” sempre per quella mia fissazione inconscia, legata alla mia fanciullezza, così stimolante e viva di suoni, di colori, di emozioni.

Nel romanzo “All’ombra delle fanciulle in fiore” Madame Elstir appare come un oracolo incontestato dello chic femminile, dipingendo tanti dettagli con grande precisione, ma soprattutto soffermandosi sull’eleganza che è determinata dalla “MISURA” e dalla “SEMPLICITA’”, filosofia nella quale assolutamente mi ritrovo e che sembra non essere trendy ai nostri giorni.

Ora mi domando:”E’ ancora attuale l’asserzione di Madame de Guermantes che sostenne che “Mises” uscite da grandi Maisons de Couture quali Paquin, Doucet, Callot e copiate da piccole sartine non saranno mai la stessa cosa?”
Diceva:”E’ una questione di “mani”, di façon, di taglio, di grande artigianalità”……

E infine, allora, perché mi sono ispirata oltre al fascino subito dalle letture a “La Recheche”?:
“La Recherche” del buon gusto, delle proporzioni, dell’eleganza e di una femminilità né ostentata e né volgare.

LINEE
TAILLEURS. Le giacche sono a volte leggermente avvitate con baschine a corolla, altre più scivolate con spalle morbide che rispettano la silhouette senza essere né troppo costruite né destrutturate.
Esse nascondono piccoli tesori di BLUSE incrostate con patchworks di pizzi, con nervures, con ricami sia su leggeri chiffon o su impalpabili patchmine che si appoggiano su doppie gonne longuette che nascondono altre corte o pantaloni. L’obiettivo è quello di poter viaggiare, spostarsi ed essere vestite dalla mattina alla sera.
Questi tailleurs hanno mille lavorazioni di sbiechi, d’intarsi, di un lavoro folle di altri tempi che crea giochi inverosimili.

Gli ABITI sono sensuali e femminili: hanno piccoli corpini, appoggiati su gonne sbieche, flessuose che accarezzano il corpo; a volte hanno maniche appena accennate e colli di chinchillà a volants che contornano le scollature.

I VESTITI DA SERA spesso ricordano i ritratti dell’epoca quali quelli del Boldini o di Sargent.

TESSUTI
Tweeds rielaborati o ricamati, gessati di cachemire, jersey e twills di lana per il giorno, spesso mischiati tra di loro, anche con pelle e camosci intarsiati; chiffons, charmeuses, rasi, crepes e velluti dipinti a mano, broccati per la sera.
Stampe ispirate a Fortuny o a Klimt.

COLORI
I colori amati da Marcel Proust erano:
IL NERO. Descrivendo Alberatine dice “ Elle avait une robe en satin noir…. Che contribuiva a renderla più pallida, più ardente…”.
I ROSSI …”Avevate l’aria di un fiore di sangue, di un rubino in fiamme”.
I BLU dei fiordaliso e quello profondo.
I VIOLA, I LILLA, L’ORO e IL GRIGIO.

RICAMI
C’è stato un grande studio per portare in chiave moderna ciò che era di moda allora; giacche ricamate a punto croce, altre con applicazioni a ricordare i pizzi di Bruxelles o le guipures di Bruges, oppure con riferimenti all’arte povera o ai colori dei marmi multicromatici delle case veneziane.

CINTURE
Sempre ricamate o di pietre dure e con fibbie preziosissime originali dell’epoca.

FIORI
Rose e Kattleias.

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