Sfilata Krizia – p/e 2008

Una Linea fatta di contrasti: il rigido e il morbido, spesso accostati. Lungo e corto, convivono nel medesimo abito. Spalle accentuate ad arco, il pantalone cargo (persino sotto un top di pizzo dorato) oppure quello stretto. I giochi del bicolore, per un plissè rinnovato. Il ritorno della geometria, ma anche della dolcezza del drappeggio. Nervature si rincorrono in castigatissimi bustini o nelle bretelle di piccoli abiti scollati. Una sensualità da femme fatale, ma anche il piacere di indossare abiti quasi maschili.

Tre icone:
Louise Brooks, l’immortale Lulù di Wedekind nella versione di Pabst: naturalezza e perdizione, innocenza e voluttà. Lulù rivive nei sedutivi abiti da sera, nell’androginia di certi look, negli abiti scultura, nel gusto delle frange e dei plastron-davantino sapientemente ingenui, nel sapore déco degli accostamenti.
Il robot declinato al femminile, Brigitte Helm in "Metropolis" di Fritz Lang: il mito della macchina vivente, il misterioso incanto dell’androide ritorna negli abiti grigi ricamati arricchiti da placche metalliche e nervature argentee.
Infine la giovane viaggiatrice che affascinò l’Europa nei primi anni Trenta, con i suoi avventurosi sulle rovine e gli avamposti del Medio Oriente: la seducente Annemarie Sehwarzenbach. A lei sono ispirati camicia bianca e pantaloni comodi, tute, chemisier candidi in cui le pieghe si diffondono dal plastron alla gonna, i pantaloni plissè a fisarmonica con bordi a contrasto.

La tavolozza: sabbie del deserto, avorio esotico e bianco calce. Il gioco più vincente fra i bicolori: bianco accostato al nero. Oro e argento sdrammatizzati dal mix con toni opachi. Grigio nuvola, nero notte. Accenti di rosso geranio, giallo ginestra, fucsia, lilla.

I materiali: cotone spalmato effetto coccodrillo, poliestere effetto metallizzato, taftà, plastica rigida, crepe de chine, raso, pizzo, animalier nero/avorio spalmato argento, jersey argento ricamato con placche metalliche, georgette grigia ricamata con micromolle e pastiglie di pietra bianco latte: effetto catafratto, ma con tenerezza.

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