Sfilata Grimaldi Giardina Alta Moda Roma, Primavera/Estate 2008 foto 2

Sfilata Grimaldi Giardina, Alta Moda Roma Primavera Estate 2008

Per la collezione Alta Moda primavera/estate 2008, gli stilisti tornano nella città eterna, sflilando nella suggestiva location del Complesso Monumentale Santo Spirito in Saxia.

Sfilata Grimaldi Giardina Alta Moda Roma, Primavera/Estate 2008 foto 2

Il racconto della sfilata di Grimaldi Giardina parte direttamente dal cuore degli stilisti, da quel cuore sacro simbolo della maison, ricamato su un fazzoletto e donato 10 anni fa, alla Madonna Addolorata di Mussomeli, città di origine della famiglia di Sylvio Giardina.

Il cuore come un ex voto, per ringraziare angeli e santi che hanno protetto negli anni Antonio Grimaldi e Sylvio Giardina nel loro cammino professionale nell’Alta Moda, iniziato a Roma e proseguito sulle passerelle parigine della Haute Couture.

Per la collezione Alta Moda primavera/estate 2008, gli stilisti tornano nella città eterna, sflilando nella suggestiva location del Complesso Monumentale Santo Spirito in Saxia.

Iconografie e iconologie religiose sono prese come spunto e rilette in chiave onirica, in un’atmosfera quasi felliniana. Sullo sfondo, una festa patronale con tanto di banda musicale e “La Lummata”, la luminaria della tradizione salernitana, paese di origine di Antonio Grimaldi, appositamente costruita dagli artigiani locali per gli stilisti.

In questa atmosfera di gioiosa festa, procedono sulla passerella i santi e gli angeli custodi degli stilisti, totalmente vestiti di bianco con il volto coperto da mascherine di pizzo.

I loro abiti costruiti con forme moderne e geometriche, fanno da contrasto all’atmosfera tradizionale, così come il bianco – colore simbolo della purezza – serve per enfatizzare le forti e decise strutture sartoriali: maniche sbieche che creano ampie volute, a contrasto con gonne longuette strizzate al ginocchio oppure corte con effetto “cul de Paris”.

Tutto scorre sul corpo di queste creature leggiadre, come gli abiti in organza, duchesse e satin, oppure fiocchi e nastri che si avviluppano sui loro corpi fino a diventare giacche scultura.

I gioielli ricordano i raggi dei cuori sacrali, incastonati a specchio nel metallo battuto.

Angeli che nel toccare terra calzano scarpe in vernice specchiata o dai colori neutri, quasi a richiamare un nude look come fossero scalzi.

Il contrasto si fa più forte quando alle anime bianche senza peccato, seguono gli angeli caduti sulla terra, in total black. Sugli abiti domina il nero, impetuoso e forte, con lavorazioni di pizzo chantilly ricamato a righe, creando l’effetto gessato. Gonne a tubo fino al ginocchio oppure pantaloni maschili dal taglio decisamente skinny abbinati a camicie di pizzo. Il cuore sacro diventa applicazione irradiandosi sui corpetti degli abiti in plissé.

Il bianco e il nero, colori da sempre prediletti da Grimaldi Giardina, si addolciscono per gli abiti da cocktail e da sera in tonalità più neutre e romantiche come l’ecrù, il rosa cipria e l’avorio, con sferzate di oro e argento.

Ma il gioco del contrasto tra tessuti e forme continua, come sugli abiti di tulle con grandi scudi sui corsetti, decorati con cristalli e pietre swarovski. Straordinaria la lavorazione dei pizzi, ideati e disegnati in maniera del tutto originale ed inedita direttamente dalla matita degli stilisti. I pizzi diventano ornamento, bijoux, assomigliano ai gioielli invecchiati regalati alla Madonna. Hanno la forma di cuori, bolle, ma soprattutto grandi e piccoli cammei, ricamati all’interno da deliziose raffigurazioni intarsiate come antichi arazzi; poi si sciolgono in frange per stole ed abiti gioiello.

In questa festa patronale sfilano simbolicamente santi protettori e angeli custodi di Grimaldi Giardina, ma solo di uno – gli stilisti – ci svelano il nome.

Si rivela con un abito in pizzo guipure ricamato a grandi cuori ed è dedicato all’amico scomparso Egon von Furstenberg, che li ha sostenuti e incoraggiati ai loro esordi. Per Antonio Grimaldi e Sylvio Giardina un vero principe, nello stile e nell’anima, il cui affetto da sempre custodiscono nel loro cuore sacro.

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