Roccobarocco

IL MITO DI SABRINA: LA LEGGEREZZA DELL’ELEGANZA. L’incanto della scoperta dell’eleganza, di come la moda può trasformare la leggerezza e la semplicità di una ragazza nella felice consapevolezza della donna. Come l’intramontabile Sabrina ogni donna vive, in certi momenti della vita questo passaggio in cui la femminilità si esalta. E’ in questo spirito, a questo “attimo fuggente” che Rocco Barocco ha voluto dedicare la sua collezione autunno inverno 2008/2009. Suggerimenti, non imposizioni, nel carattere di una contemporanea Sabrina: una donna che conserva intatta la sua immediatezza, senza rinnegare il suo lato romantico. In ricordo degli anni 60 e 70, così fondamentali per la moda in genere e per la “sua” moda in particolare Barocco ripropone cappotti e mantelle corti al ginocchio, essenziale reinterpretazione della super chic linea “H”, ma le spalle sono scese, naturali e le maniche a tre quarti per giocare con un accessorio molto “glamour” come i guanti lunghi in pelle stretch. Il tailleur, pezzo essenziale nel guardaroba dal ’70 in poi viene riproposto con gonne piuttosto corte e gonfie segnate da cinture bustier in una variazione semplice di bianco e nero con lievi sprazzi di rosso-rosa-viola. Un tocco più sportivo si ritrova nei tessuti a pied-de-poule . Il confort e la vestibilità sono garantiti dai tubini in jersey di seta e lana che si indossano dalla mattina alla sera in alternativa alle salopette con gonne a palloncino. L’effetto “notte” è dato dagli accessori importanti come le scarpe con il tacco alto in vitello laminato in coccodrillo o modernissimo, in pelle e tessuto.

Decorazioni che rimandano all’arte contemporanea e all’uso di materiali “poveri” come ciniglia e vernice che si trasformano in applicazioni grafiche sul taglio essenziale degli abiti in taffettà elasticizzato che richiamano pudiche guepières. Accompagnate dall’accessorio, questa volta frivolo di una veletta sostenuta da un fiore, un cuore, un minicappellino. E per giocare con la moda ancora bracciali e collane a catena, spesso inserite nella struttura dell’abito argentate o “canna di fucile” e come borse-bauletti in tessuto in vitello o in prezioso coccodrillo.

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