Alviero Martini 1^ Classe

C’è stato un momento magico, negli anni Settanta, in cui le donne erano finalmente libere di viaggiare, di pensare, di agire, di vestirsi e di svestirsi. Un grande artista le scoprì, le guardò, le ammirò e le spinse ad essere bellissime.

Lui era Andy Warhol. Loro erano Bianca Jagger, Liza Minnelli, Jerry Hall, Lee Radziwill e Diana Vreeland. A questo stormo di anime libere, indipendenti e sofisticate guarda la nuova collezione di 1^ Classe Alviero Martini. Come quelle grandi personalità, infatti, mischia haute-couture, viaggio, daywear e raffinatezza in un percorso estetico che ha due grandi città in mente: l’estro di Parigi e il glamour di New York. Si inizia dalla parte giorno, in bilico tra maschile e femminile.

 

Tutto è mescolato, non ci sono confini precisi.

 

Da una parte il classico chemisier di raso, emblema della donna alto borghese, ma costruito con linea più moderna, dritta e netta. Dall’altra il tailleur-pantalone, con la giacca leggermente lunga e il “sotto” corto, a sigaretta, oppure lungo e leggermente svasato. Accompagna tutto la camicia maschile: perfetta, lineare

 

è arricchita da un unico dettaglio couture, il papillon, preso in prestito dal guardaroba degli uomini per giocare con l’emancipazione e la raffinatezza.

 

In alternativa, le maglie di lana con inserti di seta per creare davantini, maniche e dettagli di gusto super chic. Anche il jeans non manca di stupire: con piega stirata e tagli sartoriali, fa il suo ingresso come un classico tout court.

 

La sera brilla di un lusso cosmopolita, d’avanguardia.

 

Mai sfacciato o troppo evidente. La classica stampa Geo è così la protagonista in un nuova veste artistica: si stempera sfumando, dall’alto in basso, sugli abiti-peplo (in raso di seta) come farebbe in un quadro di Mark Rothko.

 

Anche nelle occasioni eleganti, non manca l’ambivalenza del maschile/femminile: così, dopo l’ora del cocktail, ritorna il completo da smoking in velluto liscio, indossato rigorosamente con camicia e papillon.

 

Gli accessori hanno una parola chiave: “Viperetta”.

 

Si tratta di una lavorazione esclusiva che prima taglia la pelle con il laser e poi la rialza, scaglia per scaglia, con un trattamento speciale. Il risultato è di una morbidezza e di un’allure eccezionali: conferisce alle borse un aspetto haute-couture ma anche vissuto, duttile, pieno di sfumature. Accanto alla “Viperetta”, ci sono anche gli inserti di feltro colorato accoppiato alle bande sulla stampa Geo: un modo di rendere veloce, facile ma sempre sofisticato ogni piccolo dettaglio del look.

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