Vivienne Westwood collezione donna autunno inverno 2008/09

La collezione si chiama Chaos Point, un termine usato dagli scienziati ambientalisti per indicare lo stato di crisi irreveresibile raggiunto dal nostro ecosistema; situazione che richiede un risveglio immediato delle coscienze ed un nuovo modello di pensiero. 

Un gruppo di 36 bambini della scuola elementare Portland School di Notthingham e’ stato invitato da Vivienne Westwood ad interpretare attraverso i loro disegni questo concept.

Centinaia di disegni sono stati cosi’ riprodotti digitalmente o ingigantiti nelle proporzioni e ridipinti a mano. I lavori sono stati realizzati su tessuto, dal jersey al chintz, dalla tela grezza alla flanella, dalla lana Shetland al vinile.

A beneficiare del candore creativo di questa collezione non sono solo le grafiche. In generale il taglio degli abiti risulta estremamante essenziale, al punto da assomigliare ai disegni ritagliati dai bambini nei loro giochi. L’effetto e’ insieme di innocente semplicita’ e magica teatralita’.

La riflessione sull’emergenza ambientale viene affrontata con gusto teatrale a cominciare dal modo in cui vengono tagliati ed accostati i tessuti : il taffetta viene lacerato in modo dissacrante ; il satin rigido e il lame’ vengono utilizzati per ottenere un effetto pop camouflage ; lembi di taffetta multicolorato con grafiche tartan sono utilizzati come striature in un manto di pelliccia finta. E’ la giungla selvaggia rivisitata dallo sguardo iper colorato e visionario dei bambini della Portland School, cui e’ affidato anche il make up della sfilata.

Allo stesso modo gli abiti presentano cuciture al vivo e orli sagomati in modo grezzo, a suggerire un’idea di fogliame, o di pelli di animali immaginari.

Eppure la collezione non manca di ripercorrere alcuni canoni cari a Vivienne Westwood, in primo luogo la ripresa e lo studio di stili sartoriali del passato. E’ palpabile cosi’ la forte influenza del XVII secolo nei tagli e nelle proporzioni di alcuni abiti, soprattutto nella sovrapposizione di tessuti nero su nero mutuati direttamente dai dipinti olandesi del periodo.

In questa parte di collezione l’uso dei colori mira a ricreare le uniformi regimentali; bordeaux, antracite e rosa pallido. Le silhouette riecheggiano le uniformi dei soldati, ma proposte sul palcoscenico di un balletto d’epoca.

L’amore per la teatralita’ scenica si ritrova in modo piu’ palese nella scelta di distinguere i personaggi sulla passerella sulla base anche dell’altezza delle modelle,  alcune delle quali sfilano addiritura sui trampoli.

Vivienne Westwood si appella ad un intervento urgente dell’uomo a riprogettare il futuro del pianeta, proponendo nell’immediato una collezione che celebra la giungla ed il caos selvaggio come esercizio intelligente di liberta’.

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