Milano Fashion Week: seconda giornata (2a parte)

Dalla sposa di Frankie Morello e alla donna Ruffle Dream di Moschino: Milano Moda Donna II giornata (2a parte).

Dalla sposa di Frankie Morello e alla donna Ruffle Dream di Moschino: II giornata (2a parte)
di Simona Scacheri

Il matrimonio esorcizza la crisi per Frankie Morello e lo show passa dalle contaminazioni felliniane al ‘musical’ finale, sulla colonna sonora di “The Millionaire”. All’accendersi delle luci dalla chiesa firmata Frankie Morello escono gli sposi, in posa con gli amici per le foto di rito. Decisamente cinematografica l’ambientazione della sfilata che fin dai primi istanti lascia gli spettatori basiti. Lo show ha come protagonista lo Stile: una commistione di cultura classica e tradizione, riletta in chiave moderna, accantona definitivamente l’idea del matrimonio all’italiana.
I colori tenui, dal rosa all’avorio, le perle e il bouquet portano il pensiero alle nonne, ma le perle assumono le forme più strane, il fucsia si unisce al rosa e il bouquet viene lanciato tra il pubblico. Gli abiti ammiccano agli anni ‘60. Raffinati cromatismi, suadenti usi del materiale supportano il tema del matrimonio che ispira tutta la collezione in chiave ironica e canzonatoria. Risultato finale: un’eleganza fresca e viva. Il finale è ancora più bollywoodiano dell’inizio: gli attori/modelli che ‘vivono il matrimonio’ ballano lungo tutta la passerella per poi accogliere la sposa Frankie Morello accompagnata dai due stilisti Maurizio Modica e Pierfrancesco Gigliotti a cui vanno fatti i complimenti. Emozioni degne di un giorno speciale.

La donna Blugirl mantiene il suo romanticismo bon ton, per quanto la tendenza materica resti dominante anche nelle creazione di Anna Molinari. Confermate le paillettes, le pellicce e le ruches, ma non mancano nuove sperimentazioni quali gli accostamenti cromatici che affiancano il verde con l’ottanio o il fucsia con il ciliegia. La donna Blugirl continua a sorridere, ironica e ammiccante mantiene la sua frizzante gioia e la trasmette anche attraverso estroversi dettagli quali le foglie di tessuto sui cappelli o le piume di struzzo a fondo abiti. Le calze sono coprenti. Uno stile che segue il suo percorso senza distrazioni, collezionando ancora una volta un successo.

Bellissima come sempre anche la sfilata di Emporio Armani che sceglie come tema portante la leggerezza. Lo stilista segue il “sesto senso” ovvero il pensiero (stando alla definizione di Aligheiro Boetti, poeta da cui il designer trae ispirazione), e dà vita ad una collezione molto “Armani”.
In passerella sfilano gonne più corte che non cadono nel micro, maglie che sembrano tessuti e le sfumature del colore accentuano le forme. Re Giorgio mantiene fede a sé stesso e conquista nuovamente le donne con la sua innata eleganza.

Le sfilate incalzano e arriva il turno di Missoni, altro grande nome della moda made in Italy che raccoglie le attenzioni dei media di tutto il mondo, e Daniela Gregis che sfila alla stessa ora.

Ma l’attesa si fa trepidante per Moschino Cheap and Chic che rivive nelle sue creazioni il consueto humor caratterizzato per questa stagione AI da un tocco di surrealismo. Frivola ironia e leggerezza cosciente per la donna “cheap and chic” che veste uno stile unico, abituato a sorprendere. Di forte impatto le scarpe Moschino definite “giano” che uniscono per metà i tronchetti di camoscio nero e per l’altra metà i sandali con listini (in pelle dorata o colorata). Da vedere! L’effetto è travolgente e lascia basiti tutti gli spettatori. Le ruches protagoniste nei capi sono presentate anche nella tomaia delle scarpe, realizzate in camoscio colorato. E se il tema dello show è “Ruffle dream”, gli abiti in passerella fanno sognare notti di festa e magia.

Sul finire della lunga giornata arriva lo stile minimalista ed essenziale di Roberto Musso che subito riporta le linee quali protagoniste della passerella. L’allure parisienne si respira nella musica, nell’andamento delle modelle e negli abbinamenti di colori. La silhouette di Musso è contemporanea, ricercata ma essenziale, di percezione immediata ma dai dettagli nascosti. Un’austerità lineare, geometrica e fattiva che riscopre l’essenza primaria dell’eleganza di ogni donna: la natura.

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