Diadora a fianco dei ragazzi di Fondazione Laureus

Diadora, una storica realtà sportiva italiana ed internazionale che ha condiviso alcune delle pagine più belle dello sport mondiale con campioni come Bjorn Borg, Marco Van Basten, Roberto Baggio, Francesco Moser, Gelindo Bordin e Filippo Inzaghi, è da sempre impegnata in eventi a favore della solidarietà e dei giovani e, per questo motivo, ha accolto con piacere la richiesta di collaborazione di Fondazione Laureus fornendo a tutti i ragazzi che ne fanno parte, materiale tecnico, abbigliamento e calzature da gara e tempo libero.

La strada la conoscono bene, loro. Ci hanno vissuto per anni, soli, emarginati,
alla ricerca di qualcuno che potesse aiutarli a dare una svolta alla loro esistenza… Poi, grazie agli operatori di Fondazione Laureus, hanno acquistato fiducia in se stessi, conquistandosi la possibilità di costruirsi un futuro migliore.
Diadora, una storica realtà sportiva italiana ed internazionale che ha condiviso alcune delle pagine più belle dello sport mondiale con campioni come Bjorn Borg, Marco Van Basten, Roberto Baggio, Francesco Moser, Gelindo Bordin e Filippo Inzaghi, è da sempre impegnata in eventi a favore della solidarietà e dei giovani e, per questo motivo, ha accolto con piacere la richiesta di collaborazione di Fondazione Laureus fornendo a tutti i ragazzi che ne fanno parte, materiale tecnico, abbigliamento e calzature da gara e tempo libero.
“Diadora crede fortemente nella grande capacità dello sport di costituire
un’ancora per i giovani” ha spiegato Enrico Mambelli, Amministratore Delegato di Diadora “spirito di squadra e di sacrificio, solidarietà, disciplina sono solo alcuni dei valori che lo sport, praticato a qualsiasi livello, porta con se, e sono gli stessi valori in cui noi crediamo. Siamo molto orgogliosi di aver aderito alla nobile iniziativa“.
“Inizia oggi un lungo cammino insieme – sottolinea Silvana de Giovanni, Direttore di Laureus Italia – un percorso che, insieme, ci porterà a vivere le emozioni e i valori che uniscono i grandi campioni e ogni ragazzo che ama l’attività sportiva. Un cammino fatto di sfide da vincere e obiettivi da raggiungere, nel nome dello sport e attraverso lo sport , per permettere, con un percorso sportivo ed educativo, ai giovani delle periferie di tornare a essere capaci a dare un senso alla proprio vita” .
Nelson Mandela in occasione della nascita del movimento Laureus disse: “Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di ricongiungere le persone come poche altre cose. Ha il potere di risvegliare la speranza là dove prima c’era solo disperazione.“
Questo messaggio è diventato la ragion d’essere di Fondazione Laureus che accoglie le sfide sociali più urgenti in tutto il mondo grazie allo sviluppo di iniziative che utilizzano lo sport come mezzo di mutamento sociale.
Fondazione Laureus Italia Onlus fa parte di un network di 9 fondazioni locali dislocate sul territorio internazionale, Argentina, Francia, Germania, Olanda, Sud Africa, Spagna, Svizzera e Stati Uniti e ha l’obiettivo di fare dello sport un veicolo di diffusione di valori e comportamenti positivi per bambini e ragazzi delle periferie italiane. Il fine ultimo è quello di offrire un percorso sportivo-educativo che permetta di rafforzare i ragazzi affinché non assumano comportamenti devianti.
In Italia due i progetti di maggior rilievo:
POLISPORTIVA LAUREUS per rispondere a diversi disagi e pericoli delle aree suburbane ha creato a Milano un centro polisportivo che offre a più di 300 bambini e ragazzi l’accesso gratuito a quattro sport di squadra:
calcio, rugby, basket e pallavolo. A disposizione dei ragazzi una rete di sostegno pianificata e studiata con l’Università Cattolica:
Allenatori: curano tutte le attività sportive dei ragazzi – Educatori: accompagnano lo sviluppo e le attitudini – Psicologi: affrontano i disagi
emersi e progettano percorsi di sostegno.
LA PALLA STORTA Il rugby, palla ovale, detta “storta” dai ragazzi napoletani, con le sue regole e con la sua vitale aggressività, è un ottima valvola di sfogo e palestra educativa per i ragazzi dei quartieri più disagiati di Napoli. Luoghi dove il 40 % dei giovani dichiara di conoscere personalmente qualcuno coinvolto nella camorra, il 64 % non si fida di polizia e carabinieri, il 57 % non denuncerebbe i reati subiti.

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