attivisti fuori e dentro le sfilate

Sfilate milano: attivisti fuori e dentro le sfilate

Sfilate milano: attivisti fuori e dentro le sfilate. al Castello Sforzesco una singolare protesta contro l'uso di sostanze inquinanti per la produzione dei capi d'alta moda.

Mercoledì 20 febbraio è iniziata a Milano la Settimana della Moda, tradizionale appuntamento che riunisce nel capoluogo lombardo i migliori stilisti e le più famose indossatrici di tutto il mondo.

Sino a martedì 26 verranno presentate sulle passerelle milanesi complessivamente 127 collezioni.

Mentre il mondo glamour della monda si interessava alla collezione di Miuccia Prada – protagonista assoluta di giovedì 21 febbraio – gli attivisti di Greenpeace hanno approfittato dei riflettori puntati su Milano per mettere in scena al Castello Sforzesco una singolare protesta contro l’uso di sostanze inquinanti per la produzione dei capi d’alta moda.

Già nella notte tra lunedì 18 e martedì 19 i marciapiedi delle vie del Quadrilatero della Moda sono state imbrattate da alcuni graffiti fatti dagli attivisti dell’associazione ambientalista.
Alcuni manifestanti sono riusciti a sfuggire ai controlli e ad introdursi all’interno del parco del castello con un grande striscione verde, che hanno poi srotolato dall’alto delle mura della fortezza.

Poco dopo, una giovane attivista si è calata dalle mura sfilando idealmente sul grande green carpet, su cui era raffigurato un grande guanto giallo, emblematico segno di sfida ai grandi brand del mondo della moda.

Le forze dell’ordine hanno lasciato concludere la protesta e poi hanno fermato i manifestanti di Greenpeace, portandoli in caserma per accertamenti.
Ai carabinieri gli attivisti hanno spiegato le ragioni della loro protesta: nell’industria dell’abbigliamento si utilizzerebbero massicci quantitativi di sostanze tossiche, che andrebbero ad inquinare in maniera irrimediabile l’ambiente. I manifestanti di Greenpeace avrebbero quindi voluto sensibilizzare il mondo su questo tema, chiedendo la cessazione di certe lavorazioni particolarmente nocive per l’ambiente.

E poi da Just Cavalli, la protesta degli attivisti irrompe nello show e catalizza l’attenzione di tutti, un cartello, un trambusto e poi “the show must go on”

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