Ter Et Bantine sfila a Milano con la collezione P/E 2010

Ter Et Bantine sfila a Milano

La traduzione del rigore per la stagione estiva significa, proporre molti capispalla e declinarli con maniche tre quarti, ma anche corte.

Ter Et Bantine sfila a Milano con la collezione P/E 2010

La voglio possibile”, dichiara Manuela Arcari “possibile, ma senza abbandonare la mia storia e il mio rigore

La traduzione del rigore per la stagione estiva significa, riallacciandosi alla collezione invernale, proporre molti capispalla e declinarli con maniche tre quarti, ma anche corte. Significa giacche oversize senza maniche che diventano abiti;  grandi gilet di taglio maschile, accostati al corpo. Il tutto ammorbidito da tonalità chiare: il grigio in tutte le sue declinazioni, il beige, il blu in varie sfumature, dallo scuro all’ elettrico Klein.

Raro, invece, il nero. Un solo stampato che degrada dal blu all’acqua, simile alle macchie irregolari disegnate dalla luce. Le linee sono definite, crude, esaltate da tessuti rigidi: gazarre, mikado di seta e canvas di cotone. Nessuna sovrastruttura, eccetto le tasche con vaghi accenni militari. Il filo conduttore è il gioco degli opposti:  le lunghezze sono o molto corte, o addirittura ritornano al midi; le forme sono aderenti, oppure larghe, danzanti attorno al corpo. Ci sono gli abiti sottili, a matita, longuette, quasi un po’ ieratici e, di contro, le maxi T-shirt di tessuto rigido che ballano addosso.

I tessuti di seta sono brillanti, quelli di cotone volutamente opachi, quasi sordi. Alla lucentezza delle sete fa da contrappunto l’effetto polveroso e fané di certe tinture, volutamente imperfette. Il contrappasso si spinge sino al trompe- l’oeil delle scollature. Gli abiti hanno una doppia faccia: sono accollati davanti, quasi monacali, ma dietro scoprono interamente la schiena. Il sexy non è accentuato, ma si svela al secondo sguardo, con eleganza allusiva. E’ un piacevole imprevisto.

Nella ricerca di una sua personale idea di eleganza, non declamata, che affonda le radici nella illustre storia della moda, Manuela Arcari si rivela ideale interprete di una rinnovata esigenza di sobrietà.

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