Parafrasando quello che è probabilmente il suo libro più famoso, si può dire che: lui era leggenda.
Richard Matheson, scrittore americano, nato nel New Jersey nel 1926, è stato per più di una generazione l’uomo capace di inventare mondi proiettati in un futuro visionario, trasportando i suoi tanti lettori oltre i limiti dell’immaginazione.

Una visione fantascientifica originale, la sua, che ha ribaltato la prospettiva classica delle storie sui vampiri, inventando un mondo in cui un solo uomo rimasto si deve difendere dalle ripugnanti creature non umane che stanno conquistando ogni cosa.

Qualcuno ha letto, in questa visione, una metafora dell’alienazione dell’uomo di oggi, straniero in un mondo che sempre meno gli appartiene.

Molto più che fantascienza, insomma, come dimostra anche la storia raccontata in Duel, altro suo racconto universalmente noto, portato sul grande schermo da un giovane Steven Speilberg che chiese allo stesso Matheson di curare la sceneggiatura. Qui, la vicenda di un uomo alla guida di un’auto, inseguito da un’autocisterna inarrestabile, si fa metafora di un male fondamentalmente invisibile e apparentemente senza senso, cui diventa impossibile fuggire, per quanti tentativi si facciano.

Ma al di là di questi temi apocalittici e dis-umani, che sempre ritornano negli scritti di Matheson (per chi fosse interessato ad approfondire in prima persona la conoscenza delle sue opere, è da poco uscita per Fanucci la raccolta in quattro volumi di tutti i racconti), lo scrittore era un uomo che tutti ricordano socievole e sempre sorridente.

Un uomo che non esitava a lanciare, nei suoi romanzi, anche piccoli messaggi di speranza, come succede, per tornare a Io sono leggenda, alla protagonista femminile, salvata dal sacrificio del dottor Neville e portatrice di un possibile futuro alternativo.

Leggi altre curiosità e gossip sui personaggi famosi

Categorie: Curiosità.

Articolo pubblicato da
in data: