La crisi colpisce anche la cultura.
Stando a quanto emerge dal rapporto Annuale pubblicato da Federculture nel 2012 la spesa per la cultura registra un -4,4%.
Questo è il primo calo dopo ben 10 anni e vede i musei statali perdere ben il 10% delle visite.
Da 40 a 36 milioni di visitatori, poco piu’ di quelli dei musei londinesi, e considerando l’entità del patrimonio artistico italiano il dato risulta allarmante.

Non solo i musei risentono della crisi, anche per i teatri, i cinema, ed i concerti si registra un calo importante.
Sicuramente la crisi è una delle cause principali, le famiglie sono meno propense a spendere e la corsa al risparmio è un dato certo, ma secondo Bray, che ha raccolto i dati, l’assenza di investimenti nella cultura negli ultimi 5 anni ha contribuito notevolmente ad impoverire le visite a tutte le strutture, in particolare nei  musei e nelle biblioteche.

Il messaggio lanciato a Roma nella Sala della Promoteca del Campidoglio da Roberto Grossi, presidente di Federculture, è forte e chiaro “siamo in un tunnel, e bisogna trovare la strada migliore per uscirne”.

La fotografia che abbiamo di fronte traccia una situazione pesante dove addirittura i concerti registrano un calo dell’8,7%,  una perdita superiore  a quella dei teatri.

L’Italia è un Paese con un patrimonio storico, artistico e culturale immenso, l’eccellenza fa parte del dna italico da sempre, e la non valorizzazione, o peggio il non interesse della politica e di leggi che agevolino invece che rallentare, è un vero e proprio danno in questo particolare momento storico.

E’ urgente, secondo Grossi, che la politica sia piu’ attiva nella rivalutazione del patrimonio e della cultura per superare questa empasse e per dare una marcia in piu’ alle nuove generazioni.

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