Angela Giannini Pagani Donadelli, tanti cognomi, uno per ogni sfaccettatura dei suoi talenti.
Regista televisiva, artista, scultrice, ideatrice di prestigiose riviste culturali, sfugge ad ogni definizione, come la rete, internet, di cui lei aveva capito le potenzialità quando ancora in Italia era appena conosciuta.

Ma partiamo dall’inizio e facciamo parlare la protagonista di questa lunga intervista:
“Vent’anni fa iniziava una rivoluzione digitale, io mi trovavo negli USA e intuii questo cambiamento epocale: finiva un’era e se ne creava un’altra con tutte le conseguenze. Tutti i settori sarebbero stati coinvolti, dall’arte alla comunicazione e alle  imprese . In quegli anni facevo la regista cine-televisiva, dunque avevo un background di un certo tipo, per cui quando ho capito che ci sarebbe stato questo cambiamento ho fondato la IMT (International MultimediaTites, era il 1993 e in Italia internet era ancora un territorio sconosciuto”.

Di cosa si occupava la IMT nel 1993?
“la missione della l’IMT fin dalla sua costituzione è stata far conoscere la cultura attraverso la multimedialità.

L’arte, l’architettura e i grandi monumenti come il Duomo di Milano, la Basilica di S. Pietro, Santa Maria del Fiore,  queste grandi cattedrali, non sono solo luoghi di culto, ma opere  architettoniche straordinarie,la cui storia insieme ai grandi capolavori d’arte e di scultura al loro interno,  potevano essere comprese meglio attraverso supporti multimediali, come i cd rom e oggi IPad i phone etc .

In quegli anni i software non erano adeguati a ciò che noi volevamo fare. Cos’ sviluppammo un software proprietario M.E.M (Motore ad energia multimediale ) su cui montare i nostri contenuti: audio, video e testuali.

La mia esperienza cinematografica e televisiva imponeva nella realizzazione di un prodotto multimediale la  possibilità di creare  contenuti spettacolari,che avrebbero permesso una fruizione facile ma anche di approfondimento unico nel suo genere,  così i nostri prodotti  diventarono un riferimento sia in Italia che all’estero, partecipando a numerosi eventi di editoria elettronica  .
Abbiamo iniziato con il Duomo di Milano , continuando con S. Pietro e poi Santa Maria del Fiore.

Ma il mercato di allora era veramente piccolo,  in quanto la maggior parte dei prodotti editoriali erano  di una fascia prevalentemente dedicata ai giochi o alla enciclopedie, mentre noi facevamo prodotti d’arte ad alto valore aggiunto, penalizzati dalla mancanza di conoscenza nell’utilizzo del computer.

Al nostro attivo avevamo il nostro archivio di immagini e di filmati,  certi che un giorno il mercato ci avrebbe dato ragione, infatti  con l’arrivo  dei primi telefonini, io intuii che presto avrebbero prodotto device  che non sarebbero stati impiegati solo per il trasferimento di sms  e di voce, ma anche di audio video etc.

Questo è  quanto oggi vediamo con l’ampia offerta sul mercato di cellulari, smartphon  e I pad .
Abbiamo dovuto aspettare ben diciotto lunghi anni ,prima che il  mercato capisse e si aprisse alla grande opportunità di business che si nascondeva dietro questi supporti di ultima generazione.
Pensate che nel mondo si contano 1,08 bilioni di utenti di smartphone ( studio GO-Gulf  gennaio 2012) globalmente,1,2 bilioni di utenti usano app (Studio Portio Resorce marzo 2013 ) con una previsione di crescita di 29,8% all’anno.
Inoltre la consultazione di App turistiche /entertainment ha superato le stesse ricariche sul web. Globalmente l’8% degli utenti mondiali scarica App art/entertainment. (Fon tFlorry 2012)

E’ un po’ come se lei avesse dovuto aspettare il mondo…
“Sì, a volte bisogna avere coraggio e visione altrimenti non vai da nessuna parte. Quello che dico ai giovani è di non avere paura, perché questo è un momento difficile, ma è un momento di cambiamento!”. In fondo la I.M.T mentre aspettava che la sua visone si realizzasse ha prodotto cataloghi per Electa e Skirà, ha fatto documentari d’arte e giornali d’arte e non solo e siamo stati service per il Giornale occupandoci degli speciali.
In poche parole, non siamo stati ad aspettare, ma abbiamo sempre lavorato, senza mai perdere  la visone del nostro sogno, quello di usare i nostri contenuti sui grandi monumenti per farne delle App che sostituissero le audioguide.

Così’ nel dicembre del 2013 Valentiuna Pagani Donadelli mia figlia che lavora con me da sempre, come art director, insieme a degli amici professionisti anche loro in ambito editoriale e del software hanno costituito Art mobile producendo le app: sul Duomo di Milano, la Porta del Paradiso del Ghiberti a Firenze nel Battistero  e altre che sono in uscita, tutte dedicate alla valorizzazione del patrimonio culturale e architettonico Italiano

Il sito da voi creato Artmobile è un po’ la concretizzazione di quello che mi ha detto, un progetto unico che avvicina l’arte alla tecnologia…
“Gestisco il sito insieme a mia figlia, in esso sono raccolti i monumenti che gli utenti possono visitare attraverso smartphone, computer, tablet. Un esperienza unica che si può fare a distanza o mentre si visitano quei luoghi per capire meglio cosa si sta vedendo”.

Art mobile è una vera e propria esperienza emozionale che appassiona.
Immagini uniche e cultura rese in modo semplice e ricco di energia; che feedback state avendo dagli utenti che hanno scaricato le app?
Abbiamo avuto un ottimo feedback e l’app che abbiamo realizzato stanno  avendo grande successo. Noi andiamo contro le audio guide che sono obsolete e piuttosto sterili. Con l’app. art mobile hai a disposizione immagini in alta definizione, audio curato, aspetto storico dettagliato in ogni particolare”.

Oggi è possibile visitare virtualmente, scaricare una app, ed avere una guida esperta del Duomo di Milano, della Porta del Paradiso e del bellissimo Duomo di Firenze, progetti per il futuro?
“In questo momento sono pronti il Duomo di Milano, la Porta del Paradiso, Santa Maria del Fiore a Firenze, il Battistero e la Cupola del Brunelleschi. Siamo in attesa di realizzare la Basilica di San Pietro e poi continueremo con tutti i grandi monumenti, faremo anche degli ebook multimediali”.

Lei gestisce anche una rivista che parla di arte e di cultura, la bellissima “stile e cultura”, ce ne vuole parlare?
“Abbiamo pubblicato dal 2007 fino a maggio 2012 una rivista che si intitolava: “Stile italiano, cultura nel mondo”. Una rivista che valorizzava tutta l’eccellenza italiana. Vogliamo farla diventare una rivista digitale ”.

Sappiamo che lei ama scolpire il marmo, una passione stupenda, l’ultima opera realizzata?
“Sono nata a Forte dei Marmi e ho avuto la fortuna di vivere in mezzo all’arte perché casa mia era a Roma Imperiale un delle zone piu’ belle abitate da tanti artisti e scultori .

Uno dei miei vicini di casa era il grande Carlo Carrà e questa vicinanza con il talento e la bellezza ha condizionato tutta la mia vita.
I miei nonni avevano una cava di marmo, ma io ho sempre amato andare a prendermi i materiali nelle discariche.
La mia ultima opera è fatta di travertino, una cosa un po’ particolare: questo blocco aveva due fori , per cui ho fatto questa scultura attorno ai due fori ciò che ne è emerso una figura senza definizione di sesso ma uno foro è all’altezza del cuore e l’altro al posto del sesso. Due grandi mancanze” oppure due grandi emozioni e sentimenti che oggi sono un po confusi.

Cosa l’ha portata a lasciare un luogo così denso di bellezza come Forte dei Marmi?
“Sono cresciuta vicino Carrà e a Messina,  come le dicevo e tanti altri artisti…c’era un humus culturale altissimo, ma non avrei mai raggiunto i miei obiettivi in quel luogo prevalentemente turistico , così mi trasferii Milano a soli diciotto anni.

Iniziai a lavorare in una agenzia pubblicitaria gestita da un Conte Bretone amante dell’arte e lì ho cominciato a produrre caroselli e documentari, poi con la tv commerciale c’era bisogno di registi, erano poche le donne che facevano la mia professione a Milano eravamo in due , l’altra era della rai.

Ho iniziato con Rusconi su Antenna  Nord  che poi è diventata Italia 1, ho lavorato al cambiamento della televisone da monopolio di Stato a quelle commerciali e devo dire che è stata un’esperienza straordinario, eravamo dei pionieri e tutti  consapevoli del grande cambiamento che  stavamo apportando alla società.

Poi quando la tv divenne un po’ troppo  commerciale, pur capendone il business, mi trasferii negli USA.

Lì ho capito dove sarebbe andato e arrivato il mondo dal punto di vista della comunicazione e quando sono tornata in Italia ho fondato IMT. Parallelamente mi sono sempre interessata ad opere umanitarie, mi sono occupata dando accoglienza ad un rifugiato politico Romeno nel mio ufficio,quando ancora l’talia si spaventava delle persone di diversa nazionalità e cultura, dando a questo Ingegnere aerospaziale, l’opportunità di scrivere un sofware che agevolasse le pratiche di inserimento socio economico, qualcosa che mi ha arricchito personalmente comprendendo tutti i sacrifici che un extracomunitario deve attraversare in un paese come il nostro, dove ancora adesso, le normative che regolano la loro presenza nel nostro paese sono ancora non ben definite.

Contemporaneamente  ho collaborato con l’Istituto Internazionale degli studi sui Diritti dell’uomo di Trieste ,attraverso pubblicazioni ed eventi.

In conclusione io credo che l’arte e l’uomo abbiano qualcosa in comune la naturale bellezza che nonostante le diversità sono una ricchezza e uno stimolo per un mondo sempre piu’ piccolo dove la qualità e la diversità lo renderanno piu’ compatibile e bello.
Di Raffaella Ponzo

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