Take Two Teen partecipa ad una iniziativa benefica in Cameroun

Take-Two Teen e il Cameroun

Take Two Teen ha voluto anticipare le feste natalizie con un’iniziativa particolare: una donazione dei propri capi di abbigliamento ad un orfanotrofio di Nkoabang.

Take Two Teen partecipa ad una iniziativa benefica in Cameroun

Il brand partecipa ad una iniziativa benefica con la volontà di regalare un Natale più allegro a tanti bambini…E nuovi progetti per il prossimo futuro.

Il marchio Take Two Teen ha voluto anticipare le feste natalizie con un’iniziativa particolare: una donazione dei propri capi di abbigliamento ad un orfanotrofio di Nkoabang, villaggio alla periferia della capitale del Cameroun, Yaounde.
Appoggiandosi a due persone già attive nel volontariato in Cameroun da anni, un vicentino ex dirigente in pensione, Paolo Monfardini, e padre Emmanuel Ndebe, un parroco camerunese dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi residente nel villaggio africano, l’azienda si è spinta oltre la semplice donazione. La responsabile commerciale del marchio stesso, Antonella Casarotto, si è recata di persona nel villaggio per toccare con mano la realtà locale e per verificare come potersi ulteriormente attivare per aiutare la gente, e soprattutto i bimbi del luogo.
Antonella ha trascorso una settimana nel villaggio, ha visitato l’orfanotrofio gestito da una sola signora autoctona, ha passato un po’ di tempo con i 52 orfani e soprattutto ha regalato a questi bimbi una giornata diversa. Un pomeriggio ha aiutato i piccoli a indossare i capi Take Two Teen realizzando, in maniera giocosa, un piccolo servizio fotografico. Tutti volevano essere fotografati, “filme-moi filme-moi!” era la richiesta generale. Sono state così immortalate immagini molto belle di visi che sfoderano sorrisi eloquenti. La giornata si è conclusa in festa con dolci e leccornie a  cui i nostri bambini occidentali sono abituati ma che, per questi orfani, è un evento straordinario.

La donazione di Dynamic Jeans Manifatture si inserisce all’interno di un progetto più ampio. Sul luogo sono già attive delle nuove realtà imprenditoriali: un progetto di sviluppo agricolo (info www.progettoagropastoraleincameroun.org), uno a sostegno delle attività femminili con l’arrivo di macchine per cucire e quello del laboratorio di gelateria, il tutto messo in piedi con macchinari e attrezzature usate e revisionate, donate da aziende venete.
Forte è la volontà di costruire un nuovo orfanotrofio, finanziato da una  giovane imprenditrice vicentina che ha condiviso con Antonella le emozioni dei giorni trascorsi a Nkoabang. Il terreno è già stato individuato e probabilmente  nel giro di 2 anni si riuscirà ad avere una nuova struttura.  L’idea è quella di coinvolgere più persone/aziende possibili per poter sollevare dalla povertà questi bimbi e dare una mano alle famiglie più in difficoltà.

“L’Immagine che più mi ha colpito – commenta Antonella – è lo sguardo triste  di una  bimba dietro la cancellata dell’edificio scolastico. Lei, molto seria, indossa l’uniforme da studente ma non può evidentemente frequentare la scuola perché i genitori non sono in grado di pagarne la rata. Ho fatto di tutto per farla sorridere ma non ci sono riuscita. Me la porterò sempre nel cuore…e con lei la piccola Maria dell’orfanotrofio che, indossato il vestitino rosso Take Two Teen e le Converse un po’ troppo comode (le voleva a tutti i costi) mi ha regalato un sorriso indimenticabile”. La responsabile commerciale ci tiene a sottolineare che chi fosse interessato ad appoggiare questo piccolo nucleo che si è formato intorno al desiderio comune di aiutare questi bimbi, può contattarla e lei stessa potrà documentare  il tutto e illustrare ogni idea e progetto che stanno nascendo.
“Spesso si è scoraggiati nel fare donazioni perché nelle grandi associazioni non si sa dove vanno a finire le risorse. Il nostro vantaggio è che, essendo una piccola organizzazione, possiamo dimostrare tutto ciò che facciamo e doniamo. Con poco si può fare moltissimo e la crisi economica di cui tanto si parla si sconfigge di più con un atto di generosità perché apre nuovi spiragli alla vita e porta aria fresca, non contaminata dalla negatività del momento. Questo non solo nel privato ma anche in un’azienda” conclude Antonella.

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