Picasso, Monet, Matisse: le sette tele date alle fiamme nella stufa

Uno schock per chi ama l'arte, per chi per anni ha sognato di poter visitare i musei ed ammirare i quadri di Picasso, Matisse e Monet.

Uno schock per chi ama l’arte, per chi per anni ha sognato di poter visitare i musei ed ammirare i quadri di Picasso, Matisse e Monet.
Ben sette capolavori di inestimabile valore, una stima di 100 milioni di euro, è letterlamente andata in cenere, bruciati nella stufa.
Non si potranno piu’ ammirare, studiare, scoprire.

Ma facciamo un passo indietro a quando una sera ben 7 tele furono rubate dal Museo di Rotterdam.

Le ricerche , le indagini, e la scoperta assurda e clamorosa.
E poi l’epilogo con la confessione di una madre, Olga Doragu, che in preda al panico piu’ totale ha gettato nella stufa i 7 capolavori per proteggere il figlio che li aveva trafugati dal museo.

Come se fosse bastato incenerirli per cancellare il fatto, il gesto, ma l’unico risultato è una perdita inestimabile non solo economica ma anche di valore artistico.

Ecco allora che la “”Tete d’Arlequin” di Picasso, “Il Ponte di Waterloo” di Monet e “La Donna con gli occhi chiusi” di Lucian Freud sono scomparsi per sempre.

Un colpo fulmineo, quello al museo Kunsthal di Rotterdam, durato circa 90 secondi, messo a segno da Radu Doragu, il figlio di Olga, ed altri 4 uomini di nazionalità rumena.

Ma ad oggi è la donna, che ha confessato la sua colpa, a rischiare la pena piu’ dura.
In tribunale infatti, l’accusa per lei, potrebbe essere di Crimine contro l’umanita’.

Una versione, la sua, che pare trovare riscontro nelle ceneri.
Gli esperti vi hanno rilevato resti di tela e pigmenti speciali che venivano utilizzati per dipingere nella metà del 20esimo secolo.

Ma se le tracce di piombo, stagno e zinco, fanno immaginare che le tele siano realmente state buttate nella stufa rimane il dubbio legittimo su quante realmente siano state date alle fiamme.
Perchè anche una sola tela superstite avrebbe a quel punto un valore ancora piu’ grande.

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