Stilista e docente universitario presso l’UQUAM, Ying Gao non crea abiti abbinando solo tessuti, fantasie e colori, ma dà vita a creazioni interattive e tecnologiche.
La sua ultima mini collezione, è composta da due vestiti che prendono vita grazie alla tecnologia eye tracking incorporata negli abiti stessi e a fili fotoluminescenti.
Questi elementi reagiscono allo sguardo degli spettatori, ad un semplice click di un flash e al movimento, illuminandosi e assumendo svariate forme.
Le linee sono pulite e semplici, e gli unici decori sono fili luminescenti attorcigliati tra di loro o lasciati pendenti e ordinati.
L’abito diventa tutt’uno con chi lo indossa perchè si gonfia e si muove, tanto che sembra quasi che respiri e che abbia vita propria.
Non si tratta di fantascienza, ma semplicemente dell’ingegno di una designer che ha deciso di combinare multimedialità e fibre tessili prendendo come idea di partenza per questo progetto il saggio “Esthétique de la sparizione”.
Per anni, la parola filler ha dominato i colloqui negli studi di medicina estetica con…
C'è qualcosa di strano che succede quando inizi a lavorare a maglia. I primi minuti…
Il rosso sulle unghie non invecchia. Le donne che lo portano, sì, nel senso migliore…
L'oro e l'argento convivono nelle stesse vetrine, spesso sugli stessi scaffali, come se fossero intercambiabili.…
Per anni il tacco a spillo ha goduto di uno status quasi mitologico: scomodo per…
C'è una persona in ogni ufficio. Arriva, saluta, si siede, e per i successivi venti…