casa a Londra

AAA cercasi casa a Londra

AAA cercasi casa a Londra. Trovare un appartamento su misura a due passi dalla Regina non è però un gioco da ragazzi.

Notting Hill è la tana degli italiani, Brick Lane dei creativi, Belgravia e Chelsea dell’upper class: dimmi dove vivi e ti dirò chi sei, a Londra come a Milano.

Trovare un appartamento su misura a due passi dalla Regina non è però un gioco da ragazzi.

Il prezzo del sovraffollamento è infatti quello di contendersi con oltre 7 milioni di persone un flat che abbia costi appordabili, servizi confortevoli (vicinanza alla metropolitana e a un garden) e nessun topo come coinquilino.

Perchè Ratatouille a Londra è padrone di casa, oltre che compagno di metropolitana. Le agenzie a cui affidarsi per la ricerca, tranne qualche rara eccezione, da tempo hanno lasciato le vetrine sulla strada per trasferirsi on line, dove si alternano a privati pronti a rilanciare per piazzare il proprio flat. Il canale a cui si affidano i Londinesi per scovare i propri 40mq è soprattutto Gumtree che, nato per la ricerca di lavoro, negli ultimi anni ha visto lievitare le inserzioni “home”.

Una piattaforma multi funzionale dove accanto al capitolo “casa” si possono trovare anche soluzioni più cheap come camere in condivisione e, se il budget lo impone, “postazioni letto”.

Il sub-affitto (room o bed), magari periodico, è una voce rilevante del business di quanti decidono di vivere a Londra.  La presenza di appartamenti vuoti per parte dell’anno ha permesso infatti ad alcuni attenti – ed inseriti – manager con il pallino del mattone di sviluppare aziende improntate al loro “miglior utilizzo”, con buona pace di tutti gli interlocutori in gioco.

In soldoni: l’owner ricava dall’appartamento “fermo” un introito, l’intermediario si riserva una commissione sulla locazione e il guest ha l’opportunità di scegliere un “su misura” dove vivere come a casa propria.

Il tutto pagando giornalmente la sua permanenza. Va in questa direzione, ad esempio, FG Property Management ,  che ad oggi gestisce circa 150 appartamenti distribuiti tra Notting Hill, Kensington e Chelsea di diverse metrature ed altrettanti costi.

Una soluzione da non trascurare mentre si cerca la propria residenza dei sogni o se si vuole comprendere il feeling con la città in vista di un possibile trasferimento. Se, invece, il salto è fatto e le 4 pareti sono state scovate, non resta che approdare alla fase due: la ricerca dell’arredamento.

Paole come gusto e estetica spesso non appartengono al vocabolario dei londinesi, attenti più alla funzionalità che allo charme. Tranne qualche rara eccezione, soprattutto se si parla di dettagli. Basta dare uno sguardo alle proposte di “Baker & Gray”  al 57 di Chepstow Road 57 per rendersene conto. Sarah Baker, interior designer e mente creativa di questo spazio-gioiello nel cuore di Notting Hill, ha realizzato una linea di complementi – cuscini, come tende, paralumi come plaid – singolari per la qualità dei materiali (dal cashmere al velluto, passando per i lini ricamati e disegnati a mano) trovati da Sarah nei suoi viaggi o durante la sua esperienza come fashion designer in Zambia. Sempre fahion, ma non estremizzato, anche quello dei pillows di Rifat Ozbek, che nel suo spazio a Kensington –  “Yastik”  – ha creato una galleria d’arte fatta solo di cuscini. Su misura e hand made sono in edizione limitata e crearti su ordinazione. Il che la dice lunga anche sul loro costo (da 140 pd).

Per limitare gli investimenti non resta che  orientarsi ai grandi magazzini come John Lewis (Oxfors St), che ha fatto del comparto tessuti il suo punto di forza, e Peter Jones (Sloane Sq) per le porcellane, o sui market in cui mobili e arredi occupano ben più di qualche stand.

Da segnare in agenda sono gli appuntamenti a Candem Lock Market  il sabato e la domenica – mobili e tappeti convivono con ceramiche e abiti – e Stables (Chalk Farm Rd) dove acquistare mobili in legno di pino, tappeti asiatici e oggetti di antiquariato che trovano però al Greenwich Market (College Approach), il giovedi, la loro vetrina più interessante. Puntano invece sull’effetto non convenzionale le proposte di “Mosaical”  che disegna mosaici realizzati anche con fiori – soprendente il soffitto di gerbere e rose nello spazio espositivo di Chepstow Place –  e “Fabrications” (Broadway Market 8) che ha fatto del riciclaggio la sua ispirazione per rinnovare il look dell’abitazione.

Le camere d’aria delle biciclette si reinventano nastri, i teloni dei camion si trasformano in tovaglie e i bulloni in porta oggetti. Sostenibilità in chiave design.
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