Il Tramonto a Montmajour, i vigneti di Van Gogh brillano sulla tela

Il Tramonto a Montmajour, i vigneti di Van Gogh brillano sulla tela. Finalemente è arrivata la conferma ufficiale della paternita' dell'artista del dipinto.

Con grande emozione ed orgoglio i responsabili del Museo Van Gogh di Amsterdam hanno dato al mondo una importante notizia: un grande dipinto dell’artista olandese è stato recentemente scoperto e sono terminati i lavori di indagine, che ne hanno certificato la paternità.
Non è un evento che accada tutti i giorni: il precedente ritrovamento risale al 1928.

La tela ha l’evocativo titolo di “Tramonto a Montmajour” ed è stata realizzata ad Arles nel 1888, pochi mesi dopo che il geniale maestro vi si era trasferito.

Vi è rappresentato un paesaggio bucolico, con i vigneti, la rocca e l’abbazia benedettina. La predominanza dei verdi è netta e si intuisce un laborioso e delicato lavoro di rifinitura per dare incisività alle piante e ai cespugli in primo piano.

Van Gogh aveva scritto in una lettera all’amico Emile Bernard quanto amasse recarsi a Montmajour e ritrarne il paesaggio; una collina era il suo punto di osservazione preferito.

Diceva: “Vigneti e campi di grano appena raccolto, il tutto che si moltiplica all’infinito, estendendosi fino all’orizzonte come la superficie di un mare, limitato dalle piccole colline della Crau”. Il medesimo paesaggio è ritratto in un quadro di quell’anno, “Raccolto a La Crau – con Montmajour sullo sfondo”.

L’opera ha misure considerevoli, 93,3 x 73,3 centimetri, e si è già ricavato uno spazio per lei nel Museo di Amsterdam: i visitatori potranno farne la conoscenza dal 24 settembre.

Il quadro era stato ritenuto a lungo un falso, anche da parte della stessa istituzione, che lo aveva in visione già nel 1991. Grazie ai progressi scientifici, oggi grazie a nuovi strumenti scientifici è stata possibile la certa attribuzione al grande maestro.

La disamina dell’opera è stata condotta da due esperti, nel corso di tre anni; si è partiti dall’esame dei pigmenti, confermando che sono i medesimi di tutte le opere dipinte nel periodo di Arles. Coincidenze probanti anche per la tela e il fondo: con queste stesse basi è realizzato il dipinto “Arles, le rocce”, sempre del 1888. Infine, del “Tramonto” Van Gogh aveva parlato in alcune lettere; all’iniziale entusiasmo era seguito un momento di amarezza, durante il quale aveva accantonato l’opera, ritenendola “un fallimento”.

CONDIVIDI SUI SOCIAL

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin

Su questo sito utilizziamo strumenti nostri o di terze parti che memorizzano piccoli file (cookie) sul tuo dispositivo. I cookie sono normalmente usati per permettere al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare statistiche di uso/navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare opportunamente i nostri servizi/prodotti (cookie di profilazione).
Possiamo usare solamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando tutti i cookie ci aiuterai ad offrirti una migliore navigazione sul sito. Leggi la nostra Cookie Policy