Anche quest’anno ha scovato altri colori tra quelli della sua terra. Dalla lava dell’Etna, ha preso il viola, il giallo, il grigio e l’arancio. Bianchi ed ecrù, dalle giornate arse ed immobili dalla luce d’estate. Ha materializzato la spuma del mare, con tanti voile sovrapposti negli abiti sfumati di diversi colori, tenuti insieme da corde che segnano il collo o le spalle delle sue modelle. Marella Ferrera gioca poi con le geometrie degli esagoni e dei cerchi.
Figure piane di diverse dimensioni, che diventano prospettiche attraverso la sovrapposizione di diversi voile, tagliati al laser. Un effetto ottico strepitoso. Alta tecnologia anche per gli abiti lunghi con intarsi perfetti, che si aprono ad ogni passo delle modelle, a ricordare le reti gettate in mare. A volte si attorcigliano lungo il corpo e hanno intarsi scomposti, proprio come le reti abbandonate sulla sabbia. Non mancano i ricami e le applicazioni, per gli abiti corti in bianco o nero di seta o tulle, con spalle scoperte e piccoli strascichi.
Le dee di Marella Ferrera hanno capelli raccolti vertiginosamente sulla testa, camminano in passerella leggere, spesso a piedi nudi. Ci stupisce sempre questa riservata signora siciliana, che dalle dee Demetra e Kore è partita per approdare alla collezione primavera-estate 2010. Un viaggio di 2500 anni, poetico, colto, depurato degli eccessi, appassionato.
Annamaria Di Fabio
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