Catherine Malandrino parte da una visione della terra vista da lontano – la continua varietà di paesaggi si trasforma in astrazione di colori e tessuti contrastanti che ispirano l’estetica della collezione. Vista da questa prospettiva, é naturale che la donna che appartiene a questo mondo incorpori simultaneamente forza, sicurezza e un tipo grezzo di femminilità.
I tessuti rigidi accostati a drappeggi fluidi e sensuali definiscono una silhouette potente e primitiva al tempo stesso. I cappotti e le giacche in pelo di capra kissadia o in pelliccia di pecora e di volpe, evocano una sensibilità selvaggia e incontaminata che si contrappone alle loro morbide forme. Il pelo di animale avvolge il corpo naturalmente creando una sensazione di confort e di protezione. Il cuoio invecchiato, i boccoli di lana, gli inserti metallici color bronzo e i dettagli ricamati riequilibrano la collezione e promuovono un senso di armonia del mondo naturale. La connessione fondamentale con l’ambiente é poi echeggiata dai toni profondi dei minerali, come l’indaco e la ruggine, dalle stampe disegnate a mano e dal pesante uso del nero e marrone.
Scarpe e accessori completano la silhouette, testimoniando ugualmente il lavoro artigianale e la bellezza selvaggia. Le scarpe in cuoio invecchiato terminano a forma di corno, quasi a sembrare sabot; le collane a campane e gli orecchini sono intarsiati in argento; infine le manette fondono il metallo e le pietre per creare un senso di bellezza grezza.
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