La stagione A/I 2010-11 segna il debutto ufficiale di Gianluca Capannolo alla direzione creativa di Metradamo.
Nell’assoluto rispetto dell’identità del brand, Capannolo declina i pantaloni in una gamma vastissima di proposte, cui aggiunge un tocco personalissimo ed estroso, lavorando a volte sulle forme, altre sui materiali, senza trascurare lo sviluppo del capo spalla, di gonne, abiti e top, per dare completezza alla collezione.
I pantaloni sono stretti o strettissimi, ma non mancano proposte larghissime, che richiamano alla memoria l’immagine dalla sensualità androgina di Marlene Dietrich in “La taverna dei sette peccati” di Tay Garnett o in “Marocco” di Von Sternberg.
Questa allure maschile torna anche nei dolcevita che fasciano il corpo o nelle camice bianche che a tratti assumono proporzioni over; gilet, colli e polsi importanti spiccano come fossero bijoux.
La giacca e’ rubata allo smoking di lui, con revers di raso lucido proprio come nei tailleur maschili degli anni ’40, mentre la fascia da smoking è un passepartout da utilizzare anche su abiti a micro-stampe in bianco e nero.
Le gonne riprendono i tagli del pantalone o sono affusolate, a volte si fanno ampie e ricche intorno ai fianchi, o assumono linee sbieche.
Fra i capi spalla spiccano un montgomery dall’insolita silhouette a uovo, e un trench asimmetrico lungo o corto.
Maschile e femminile si mescolano anche a livello di materiali: classici Principe di Galles, pied-de-poule, herringbone e gessati si alternano al crêpe de chine e a morbide lane ingabbiate o laminate oro.
Anche la palette cromatica è quella dei film del cinema muto, pensata però per una donna grintosa e moderna : una gamma di bianchi e neri che sfumano nel grigio e nel beige, illuminati solo a tratti da lampi di fuxia, di rosso o di verde smeraldo.
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