biking London

Londra a pedali: biking London

La swinging London ha segnato il passo: la generazione “z” le preferisce di gran lunga la versione biking.

La swinging London ha segnato il passo: la generazione “z” le preferisce di gran lunga la versione biking.

La rivoluzione “Johnson” (sindaco conservatore di Londra che ha fatto da apripista alla politica slow&eco delle due ruote, ndr) ha fatto scuola: oggi per muoversi in città l’auto è un optional nonostante il traffico insostenibile nelle ore di punta in crocevia come Oxford Street o Regent Street remi contro.

Il Barclays Cycle Hire , piano di noleggio a breve termine con oltre 400 docking stations nelle zone centrali della città, è invece uno spone ad inforcare la bici per andare in ufficio come a fare shopping.

Nonostante i suoi non “leggeri” 23 kg e l’assenza di casco la bicicletta azzurra ha convinto i londinesi – e i turisti – a pedalare nella direzione della bike economy, che cavalca anche le linee della moda e del design.

In un’ottica di minimalismo e di understaitment spazio alle biciclette a scatto fisso, basiche nell’estetica e fluo nel colore. Il trend suggerisce le “NO LOGO” , brand che ha spopolato con una single speed (non fissa, monomarcia) scarna nel design ma non nel costo.

Agili, si vedono sfrecciare sulle Cicle Superhighways – “superstrade” riservate alle bici che al momento collegano Merton alla City, Barking a Tower Gateway, Wandsworth a Westminster e Ildford ad Aldgate  – svincolarsi della presenza mastodontica dei bus rossi per le strade o parcheggiate – senza lucchetto – in Brick Lane, dove sono di casa. Londra pensa però anche agli “sportivi ma non troppo” attratti più dal romanticismo della pedalata vista Tamigi che dalla fatica di dover rinunciare alla 4 ruote: per loro è stato attivato un servizio cycle-rickshaw che prevede anche tour prenotabili on line per scoprire la città da un’altra prospettiva.

Un sistema ed una rete di 15 mappe guidate del Comune di Londra non fa che invitare a lasciare la vettura parcheggiata, votandosi alla sostenibilità del pedale supportata anche dal sistema di semafori londinese che attribuisce automaticamente agli incroci la precedenza ai ciclisti. Nessuna giustificazione dunque: la bicicletta è la miglior amica dei londinesi. Almeno tra gli under 40. La soluzione green per tutti gli altri?Affidarsi ai mezzi pubblici!

L’attesa (6/10 minuti) e il numero di mezzi con cui navigare in città (6500 bus e 700 itinerari) da scacco anche al fattore “P” (prezzo): 2.40 pound a corsa non sono pochi, ma l’escamotage Oyster – card ricaricabile settimanalmente (abbonamento 30.40 pound) o mensilmente – con cui assicurarsi un rapido up&down da metro e bus permette il taglio costi (1.40 pound per viaggio).

L’investimento da fare riguarda invece una App – Citymapper London – che con un touch permette di crearsi il proprio itinerario con tutte le fermate e le coincidenze per raggiungere la meta “by walk, bus, train, car o cycle”. Una manna dal cielo quando ci si trova in un angolo sperduto della città e si cerca di tornare sui propri passi senza successo.
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