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Prolivon, storia di un marchio che parte dal lontano ‘800

Il marchio trasformato "PROLIVON” è ai nostri giorni ancora al top per l’alta moda Made in China e in negozi sono riaperti a centinaia.

Nel 1898 all’età di trentasette anni, Yuxian Tan aprì un negozio di tendaggi e una boutique di abbigliamento che confezionava vestiti su misura chiamato “Ala”. L’abbigliamento prevalse sui tendaggi e nel 1901 Yuxian lanciò ufficialmente il suo marchio “Puluo Li Wen”.

Grazie allo scrupoloso impegno e a mani esperte, nel 1905 i negozi si moltiplicarono velocemente e si aprirono nuovi punti vendita a Shippo , Dong Jing , Mao Hong Kong , Yexie e altre città.

Nel 1909 , il figlio maggiore di Tan Yuxian, Ruentex cominciò a collaborare insieme al padre e fu molto bravo ad investire in abitazioni da affittare, per avere la liquidità necessaria per allargare ancora di più il proprio giro d’affari, creando Puluo Li Wen, che divenne presto il marchio più apprezzato dalle celebrità della Cina.

Dal 1934 Puluo Li Wen cominciò a produrre su grande scala e il marchio divenne sinonimo di fashion ad alta qualità.
Ma con la guerra di liberazione del 1940, cominciano le difficoltà nel fare alta moda, il mercato si frammentò, l’inflazione aumentò a dismisura e per il marchio iniziarono tempi di forte difficoltà.

I bei tessuti non si trovavano più, c’era molta povertà e il mercato crollò rapidamente.

Nel 1947, con i risparmi della famiglia, Ruentex, unico figlio di Tan Yuxian, si trasferì a Parigi per sfuggire alla guerra e iniziò a lavorare nell’Istituto Mondiale della Moda francese.

La sua speranza era quella di far rivivere l’azienda di famiglia, e proprio a Parigi formò un senso della moda unico, prendendo spunto dalle nuove avanguardie culturali.

Dopo la guerra tornò nel suo paese per far rinascere Puluo Li Wen e ci riuscì. Il marchio trasformato poi in “PROLIVON” è ai nostri giorni ancora al top per l’alta moda Made in China e in negozi sono riaperti a centinaia.

Alla Shanghai Fashion Week anche i nuovi capi pret a porter che prendono spunto dallo stile del “pendolare urbano”, chi si muove da un capo all’altro della città per lavorare. Un abbigliamento semplice, funzionale, ma elegante.

Di Raffaella Ponzo

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