Il sogno parigino di Ralph Lauren: ristrutturare la Scuola di Belle Arti

Ralph Lauren è riuscito a realizzare il suo.A 73 anni ha deciso di finanziare la ristrutturazione della Scuola Superiore Nazionale di Belle Arti di Parigi.

Ci sono sogni nella vita di tutti noi che spesso si realizzano.

Ralph Lauren è riuscito a realizzare il suo. Lo stilista (73 anni) ha deciso di finanziare la ristrutturazione della Scuola Superiore Nazionale di Belle Arti di Parigi.

La sua passione per l’arte nasce fin da piccolo abituato ad osservare il papà pittore nei suoi lavori.

Arrivato dalla Russia e con quattro figli non era facile andare avanti, e così Mr. Lauren imparò a dipingere le case, in particolare i soffitti decorandoli. Il piccolo Ralph lo guardava incantato e proprio questa esperienza d’infanzia è stata la scintilla che ha permesso nella sua di divenire uno dei marchi di moda più importanti del mondo.

L’anfiteatro d’onore della scuola è stata la location per presentare la collezione autunnale 2013 di Ralph Lauren, tutta la famiglia era con lo stilista così come la crema dell’alta società francese, dalla Principessa Charlene di Monaco, a Catherine Deneuve, fino a Charlotte Gainsbourg che ha intrattenuto tutti con la sua voce e la sua musica.

Il vicepresidente e fratello dello stilista David Lauren, ha dichiarato che qui nella scuola di belle arti di Parigi, Ralph Lauren ha trovato la sua casa spirituale.

“Quando alcuni mesi fa io e Ralph siamo venuti qui alla scuola, abbiamo visto decine di studenti dipingere, lavorare, impegnarsi tra colori, matite, progetti, bozzetti e siamo rimasti senza fiato, un sogno per ogni artista, una opportunità da offrire alle persone di tutto il mondo per venire qui e passare il proprio tempo creando ed apprendendo.”

Una ristrutturazione importante da parte di Mr. Lauren che però preferisce mantenere un profilo basso, una umiltà spesso sconosciuta ai grandi nomi della moda: “ho sempre pensato che le cose che faccio nella vita, cose come questa, non dovrebbero essere rese pubbliche e non mi piace nemmeno quando mi definiscono ‘filantropo’ perché è un termine che mi appare freddo e che rischia di dissolvere la cosa più bella ed importante di tutto questo: l’emozione”. Chapeau!

Di Raffaella Ponzo

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