Servillo e Servillo a Locarno

I misteri della vita, i tarli della società. Servillo e Servillo a Locarno

Servillo e Servillo a Locarno. Primo appuntamento, domani, sabato 23 (ore 20.30) e quindi domenica 24 novembre (ore 18.00) al Teatro di Locarno.

I misteri della vita, i tarli della società, la corruzione morale. I mali del mondo rappresentati a teatro, quello di Locarno.
Le voci di dentro accolgono un Servillo che interpreta un capolavoro di Eduardo De Filippo.

Un fine settimana di full immersion dedicato a Toni Servillo che va in scena con Le voci di dentro, un Servillo che spazia tra cinema e teatro. L’evento, organizzato con Amici del Teatro di Locarno e Festival del film di Locarno è un piacevole punto di incontro con l’attore.

Una nuova drammaturgia firmata da Servillo che racconta l’assassinio di un amico, sognato dal protagonista

Alberto Saporito, che poi lo crede realmente commesso dalla famiglia dei suoi vicini di casa, mette in moto oscuri meccanismi di sospetti e delazioni. Si arriva ad una vera e propria ‘atomizzazione della coscienza sporca’, di cui Alberto Saporito si sente testimone al tempo stesso tragicamente complice, nell’impossibilità di far nulla per redimersi.

Eduardo scrive questa commedia sulle macerie della seconda guerra mondiale, ritraendo con acutezza una caduta di valori che avrebbe contraddistinto la società, non solo italiana, per i decenni a venire. E ancora oggi sembra che Alberto Saporito, personaggio, ma soprattutto uomo, scenda dal palcoscenico per avvicinarsi allo spettatore sussurando che la vicenda narrata lo riguarda in quanto tutte vittime travolte dall’indifferenza.

Primo appuntamento, domani, sabato 23 (ore 20.30) e quindi domenica 24 novembre (ore 18.00) al Teatro di Locarno.

Con questo spettacolo Toni Servillo torna al lavoro sulla drammaturgia napoletana e lo fa insieme al fratello Peppe, già leader degli “Avion Travel”, e un nutrito cast di attori.

Salutato da un travolgente successo di critica e pubblico, ”Le voci di dentro” è la commedia, dove Eduardo De Filippo, in un’atmosfera sospesa fra realtà e illusione, rimesta con più decisione e approfondimento nella cattiva coscienza dei suoi personaggi: un affresco corrosivo della nostra società, in cui l’odio e l’invidia sono i convitati di una cena che si consuma ogni giorno tra ipocrisia e corruzione morale.

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