Gioielli che evocano, attraverso l’elaborazione di segni ripresi da precedenti stilemi architettonici, già sperimentati nel percorso progettuale, la ricerca costante verso una sacralità intesa come smaterializzazione dello spazio fisico tesa ad una realtà puramente metafisica. Gli architetti Elviro Di Meo e Antonio Rossetti nella collezione “Dal Segno al Sogno” – collezione realizzata interamente in metacrilato, con l’introduzione, in alcuni casi, di elementi in argento – rivolgono la loro attenzione non ai canoni estetici di una religione codificata o, di un modus vivendi dettato dalla fede scaturita dalla credenza in una divinità specifica, ma, bensì, verso il confronto dialettico tra finito ed infinito. È il dualismo tra il mondo conosciuto e l’ignoto, tra la terra e l’immensità del cosmo, tra l’umano e il divino – assecondando, per certi versi, la dottrina filosofica razionalista in antitesi con il linguaggio empiristico sensoriale – ad attrarre l’interesse dei progettisti; che, mediante forme e geometrie rigorose, ammorbidite dalla plasticità di oggetti sferici, introducono “il loro concetto di sacro, come ricerca individuale legata al più intimo sentire”, nel gioiello d’autore, decisamente contemporaneo, capace di entrare a far parte nell’uso quotidiano del fashion design. Una contaminazione di generi non nuova, vista da sempre la presenza di gioielli sacri nell’adornare la persona, a seconda di gusti e tendenze in continua evoluzione, che torna ad imporsi sui mercati di alto livello e nelle vetrine di collezionisti privati. La collezione si compone, nel rispetto della matrice progettuale individuato, di collier, anello e bracciale, insieme alle varie declinazioni del filo conduttore, dove predominano le nuance dell’azzurro tendenti a scalare, il bianco cangiante e il giallo. Unico riferimento al passato e ad una certa identità religiosa, per chi ne ravvisa il significato personale, è l’anello concluso da chiodi in argento posti sui quattro lati della base piramidale. Un segno inequivocabile del sacrificio dei martiri dinanzi alle barbarie umane che hanno attraversato i secoli.
Anello “Micro&Macro”
Due corpi, uno sovrapposto all’altro, si uniscono senza mai separarsi, quasi come se attratti da una potente forza magnetica. L’immensità del cosmo, nella sua grandezza, si fonde nell’interpretazione umana dell’universo. Un fluido violaceo, una sorta di forza naturale ne evidenzia le forme, alla pari di vere e proprie architetture, perfette in un preciso rigore geometrico, sottolineado la continuità materica e la differenza cromatica. Prodotto in metacrilato, con lavorazione artigianale attraverso l’assemblaggio dei vari elementi, l’anello “Micro&Macro” ripropone in chiave contemporanea il dualismo tra finito e infinito, in cui diventa impossibile stabilire, non essendoci nessuna predominanza di segno e di volumi, dove termina il mondo conosciuto per lasciare spazio alla poesia del cielo stellato che regna sovrano .
DESIGNER: Elviro Di Meo & Antonio Rossetti, architetti
Ph.: Patrizio Tesauro
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