Monocromie, strutture graficamente fluide, costruzioni e decostruzioni in tessuto, elementi rigorosi che sottraggono per accrescere il valore del design, sono i temi di una collezione che esprime una visione profonda di che cosa significa la parola “luce”.
Gli uomini di Gazzarrini sono contrappunti che animano la scena contemporanea costruendo una storia che parte da lontano: da un viaggio, da un quadro, da un racconto attraverso cui l’essenza delle cose e quindi degli abiti, torna ad essere al centro di ogni pensiero creativo.
Definitivi i profili sartoriali ed emblematici i dettagli, l’estetica di Gazzarrini definisce i corpi e riscopre la fluidità dei tessuti e delle forme. Le giacche abbandonano le costruzioni rigide, si riscopre una vestibilità morbida che si appoggia sul corpo con leggerezza, i bottoni diminuiscono, i colli si aprono a nuove strutture. Il gioco misurato delle pinces conferisce ai pantaloni una rinnovata ampiezza, la precisione dei tagli trasmette pulizia e semplicità ma la combinazione tra quantità e orientamento dei volumi, crea risultati estetici di grande modernità.
Alla sottrazione del superfluo corrisponde una ricerca profonda dei materiali: dai leggeri cotoni, al lino ed alla lana sottile per arrivare alla riscoperta del cupro e delle mischie in viscosa.
I colori sono quelli della luce: i bianchi, i naturali, i pallidi beige ma anche il blu trattato in tutte le sfumature
per un gioco sperimentale di design che costruisce o scompone, inventando nuove geometrie per i capi.
Le grafiche sofisticate richiamano la grande pittura cubista e le sintesi estreme dei segni, trasformano l’elemento geometrico in purezza universale.
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